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Cardiologia: studio dell’ospedale San Timoteo pubblicato sulla rivista europea più autorevole

Il cardiologo Antonio Totaro firma una ricerca internazionale sul forame ovale pervio: individuata una nuova caratteristica anatomica associata a un rischio più alto di ictus

Uno studio nato all’ospedale Ospedale San Timoteo di Termoli approda sull’European Heart Journal – Cardiovascular Imaging, una delle riviste scientifiche più autorevoli nel campo cardiovascolare pubblicata dalla European Society of Cardiology.

Il lavoro, intitolato “Funnel-type patent foramen ovale morphology on 3D echocardiography: a novel high-risk anatomic feature”, porta come primo firmatario il cardiologo Antonio Totaro, in servizio nella Cardiologia del presidio termolese diretta da Gianludovico Magri.

La ricerca nasce da una collaborazione internazionale che coinvolge anche l’Università degli Studi del Molise, il Northwell Health Cardiovascular Institute, l’IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio, il Tirrenia Hospital e l’Henry Dunant Hospital.

Al centro dello studio c’è il forame ovale pervio (FOP), una comunicazione tra i due atri del cuore presente in circa un adulto su quattro. Nella maggior parte dei casi è asintomatico, ma può essere associato a ictus cosiddetti “criptogenetici”, cioè senza causa apparente.

L’elemento innovativo introdotto dal gruppo di ricerca riguarda una nuova classificazione tridimensionale della morfologia del forame ovale. Lo studio distingue infatti tra una forma “funnel”, a imbuto, con apertura più ampia sul lato destro del cuore, e una forma “cone”, a cono, con apertura più stretta.

Totaro cardiologo studio cardiologia

Secondo i dati raccolti, i pazienti con morfologia “funnel” presentano una frequenza di eventi cerebrovascolari più che doppia rispetto agli altri: 50,8% contro 19,4%.

Un risultato che, secondo i ricercatori, potrebbe avere ricadute concrete nella pratica clinica. “Sapere che la forma del tunnel influenza in modo significativo il rischio ci permette di muoverci verso una cardiologia sempre più personalizzata – spiega Totaro –. La decisione di intervenire con la chiusura percutanea del forame non si baserà più solo sulla dimensione del difetto, ma sull’intera anatomia tridimensionale e sul profilo di rischio del paziente”.

Lo studio rappresenta anche un riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi anni dalla Cardiologia del San Timoteo nel campo della cardiologia interventistica strutturale. Un settore che oggi consente al presidio termolese di partecipare a progetti scientifici internazionali e contribuire alla ricerca sulla prevenzione dell’ictus. Un motivo in più per evitare, in ogni modo possibile, la chiusura di Emodinamica al san Timoteo di Termoli.