Antenna 5G a Petacciato, l’ex sindaco Di Pardo all’attacco: “Nessun atto prodotto quando c’era tempo, ora la recita”
L’ex sindaco di Petacciato e attuale consigliere regionale Roberto Di Pardo accusa l’amministrazione comunale di non aver prodotto alcun atto efficace per bloccare nei termini la pratica dell’antenna 5G prevista in via Tremiti, a pochi metri dalle scuole e nel pieno centro abitato del paese. Le accuse arrivano dopo la sentenza del Tar Molise che ha riconosciuto il silenzio-assenso sull’istanza presentata da Inwit per la realizzazione dell’impianto.
Nel lungo post pubblicato sui social, Roberto Di Pardo ricostruisce le tappe amministrative della vicenda sostenendo che il Comune avrebbe lasciato trascorrere inutilmente i sessanta giorni previsti dalla legge senza formalizzare un diniego valido. “In quei 60 giorni produce zero. Zero atti. Zero dinieghi. Zero voce sul protocollo. Silenzio assoluto. E il silenzio, per legge, vale come un sì”, scrive il consigliere regionale riferendosi alla pratica trasmessa dalla società il 4 aprile 2025 tramite Pec.
Secondo l’ex sindaco, le note inviate dal Suap Trigno-Sinello, richiamate anche nella sentenza del tribunale amministrativo, non sarebbero state sufficienti a interrompere il procedimento perché considerate comunicazioni sull’incompetenza dell’ufficio e non veri dinieghi nel merito. “Una Pec di quel peso non sparisce nel nulla”, aggiunge Roberto Di Pardo, che parla apertamente di “silenzio assoluto” da parte del Comune durante la fase decisiva della procedura.
L’attacco politico riguarda anche la gestione successiva alla sentenza del Tar. Roberto Di Pardo critica infatti le assemblee pubbliche organizzate dall’amministrazione e le dichiarazioni del sindaco Antonio Di Pardo, che nelle settimane scorse aveva parlato della possibilità di “mettersi la fascia in testa come un sindacalista di una volta” per difendere la posizione del paese contro l’installazione nel sito individuato inizialmente. “Quando c’era tempo per fermare l’antenna, dov’era la fascia?”, scrive ancora nel post (qui sotto la foto postata).

C’è poi la collocazione dell’impianto. L’amministrazione comunale ha più volte chiarito di non essere contraria all’antenna 5G in sé, ritenuta necessaria per migliorare la copertura telefonica e internet in un territorio che continua ad avere problemi di connessione, ma contesta il sito scelto in via Tremiti, vicino alle abitazioni, al mercato coperto, all’ufficio postale e soprattutto alle scuole del paese.
Proprio per questo il Comune aveva avviato interlocuzioni con Inwit per individuare un’area alternativa nella zona retrostante il campo sportivo. Una soluzione che, secondo quanto riferito dall’amministrazione nei precedenti incontri pubblici, sarebbe stata ritenuta compatibile dal punto di vista tecnico e meno impattante sul piano urbanistico. Roberto Di Pardo, però, mette in dubbio anche questo percorso: “Dove sono i documenti? Dove sono le Pec, le note, i verbali?”, scrive nel suo intervento social riferendosi al presunto accordo sul sito alternativo.
Nel post il consigliere regionale – da oltre un anno in pessimi rapporti col suo successo in fascia tricolore – esprime sostegno anche al Comitato civico per l’ambiente, nato nei mesi scorsi contro la realizzazione dell’impianto nel sito originariamente individuato dalla società, e chiede che vengano resi pubblici gli atti prodotti dal Comune durante l’iter amministrativo.
Intanto l’amministrazione comunale ha convocato per domenica 17 maggio alle 11.45, davanti al municipio di viale Pietravalle, un nuovo incontro pubblico dedicato proprio alla questione antenna e agli ultimi sviluppi della vicenda.


