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Lavori senza preavviso su strada privata in via dei Ciclamini, i proprietari si ribellano e diffidano il Comune

Mezzi e operai arrivano per lavori alla rete elettrica, ma i proprietari della strada – privata per l’appunto – non ne sanno nulla. Succede a Termoli, in via dei Ciclamini, dove l’intervento eseguito per conto di Enel ha fatto scattare la protesta dei residenti e una diffida formale al Comune.

Secondo quanto ricostruito nella documentazione inviata dal Comitato di via dei Ciclamini, presieduto da Raffaele De Simone, l’accesso sarebbe avvenuto il 22 aprile senza alcuna comunicazione preventiva né coinvolgimento dei proprietari, nonostante la strada sia privata e la manutenzione sia interamente a loro carico. Nella PEC indirizzata al Comune si sottolinea che l’area “non appartiene al patrimonio comunale” e che non risulta alcun provvedimento di acquisizione da parte dell’ente.

Da qui la contestazione principale: autorizzazioni rilasciate dal Comune senza un passaggio con i titolari del suolo. Nel resoconto della telefonata con un responsabile della ditta incaricata, secondo quanto riferisce il Comitato – emerge che per interventi di questo tipo il Comune concederebbe solo via libera generici accompagnati dalla formula “fatti salvi i diritti dei terzi”, senza assumere responsabilità dirette sul suolo privato. Una posizione che, secondo i residenti, li lascia privi di un interlocutore istituzionale e senza garanzie sui lavori.

Nel corso del confronto con la ditta, sempre secondo quanto riferito dal Comitato, sarebbero state pronunciate dagli operai frasi considerate inaccettabili, del tipo: “Se restate senza corrente chiamate l’Enel”. Secondo il comitato un modo implicito per attribuire ai residenti la responsabilità del mancato intervento.

via dei ciclamini

Il punto, chiariscono i proprietari, non è l’opposizione ai lavori, che anzi ribadiscono la disponibilità a consentire gli interventi, ma solo a fronte di condizioni formali: accordi scritti, garanzie sui ripristini e impegni verificabili.

La diffida inviata al Comune chiede ora quattro punti precisi: sospendere autorizzazioni senza il coinvolgimento dei proprietari, comunicare preventivamente ogni intervento, garantire ripristini a regola d’arte e fornire risposte sulla possibile acquisizione della strada al patrimonio comunale. Nel documento si parla anche di accessi considerati abusivi in caso di ulteriori interventi non autorizzati e della possibilità di azioni legali per il risarcimento dei danni.

I residenti evidenziano inoltre come situazioni analoghe si sarebbero già verificate negli anni, con lavori eseguiti da diversi gestori e ripristini ritenuti non adeguati, con costi ricaduti sui proprietari.