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Svolta dopo 8 anni per la chiesa di Santa Maria Ester: stanziato oltre un milione

Dopo quasi otto anni di attesa arriva il passaggio decisivo per la chiesa di Santa Maria Ester ad Acquaviva Collecroce, chiusa dal terremoto del 2018: con il decreto numero 21 del 10 aprile scorso, il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, nonché presidente regionale Francesco Roberti, ha approvato in via definitiva il progetto esecutivo per la manutenzione straordinaria e la riduzione del rischio sismico dell’edificio, concedendo alla Diocesi di Termoli-Larino un finanziamento complessivo di 1 milione e 55 mila euro.

Il provvedimento sblocca un iter rimasto fermo per anni e consente ora di passare alla fase operativa. L’intervento prevede lavori per oltre 838 mila euro.

Per la comunità si tratta di una svolta attesa da tempo. La chiesa è inagibile dall’agosto 2018 e da allora le celebrazioni religiose sono state trasferite in sedi provvisorie: prima la cappella della casa di riposo, poi locali scolastici, infine un garage di circa 80 metri quadrati adattato a luogo di culto, dove ancora oggi si tengono messe, funerali e battesimi.

La vicenda era diventata emblematica dei ritardi della ricostruzione post sisma nel Molise interno. Santa Maria Ester rappresenta uno dei luoghi simbolo del paese, non solo sul piano religioso ma anche storico e culturale: l’edificio, un tempo appartenuto ai Cavalieri di Malta, custodisce una statua attribuita a Paolo Saverio Di Zinno e reca sulla muratura esterna il celebre Quadrato del Sator, iscrizione palindroma di origine romana unica in Molise.

Negli anni scorsi era già stato avviato un primo intervento grazie a un finanziamento Cei di poco superiore ai 300 mila euro destinato al consolidamento delle fondazioni, ma il cantiere si era arrestato in attesa dei necessari passaggi autorizzativi, compreso il parere della Soprintendenza. L’annuncio del via libera era arrivato lo scorso Natale, per bocca del vescovo Claudio Palumbo. Con l’approvazione definitiva del progetto esecutivo, quella fase di stallo viene ora superata.

Potrebbero servire fino a due anni di tempo per completare l’intervento. L’obiettivo è aprire il cantiere nei prossimi mesi estivi, avviando finalmente il recupero di un edificio che da quasi otto anni resta chiuso e sottratto alla vita del paese.