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Sul borgo della discordia il Consiglio comunale di Ferrazzano non ha voce. L’ex sindaco: “Scriverò al Prefetto”

La proposta di revoca della delibera con la quale la Giunta di Vincenzo Sforza ha variato la toponomastica per intitolare alla sua famiglia un borgo di campagna non è stata trattata. La minoranza ha scritto male la richiesta e così l’argomento non è stato discusso, ma Cerio non molla e annuncia una lettera al Prefetto che ha l’ultima parola su cambi e variazioni di nomi di strade, contrade e particelle.

Sulla variazione della toponomastica per l’intitolazione di alcune particelle di territorio ferrazzanese a Borgo Sforza, il caseggiato di campagna in cui è nato e risiede la famiglia del sindaco Vincenzo Sforza, il Consiglio comunale ha deciso di non decidere.

A maggioranza di voti, con tre contrari (l’ex primo cittadino Antonio Cerio, Paolo Colesanti e Alessandro D’Alessio) si è scelto di non trattare l’argomento che era, all’ordine del giorno, quello della revoca di una recente delibera di Giunta (la numero 10 del 20 febbraio scorso) con la quale è stata adottata la variazione per contrada Piane che, solo in alcune particelle  (non necessariamente comunali, ma di proprietà privata), diventerà Borgo Sforza.

Questo perché (come ha spiegato in apertura dei lavori il presidente Giuseppe Fazio, citando una serie di pronunciamenti della giustizia amministrativa e di relative sentenze) il Consiglio non è l’organo deputato a decidere su eventuali revoche di delibere.

Insomma, la proposta sarebbe stata scritta male, sebbene il Consiglio – rappresentato da tutte le forze politiche di Ferrazzano – possa dare un indirizzo politico alla Giunta semmai ritenesse davvero violato quel principio di imparzialità della Pubblica Amministrazione ventilato dai tre consiglieri di opposizione.

Cerio, interpellato da Primonumero, ha fatto sapere che andrà avanti: “Mi rivolgerò al Prefetto di Campobasso, scriverò una lettera ben circostanziata perché ritengo che se un merito vada riconosciuto alla famiglia Sforza occorrano approfondimenti storici che a mio avviso non sono stati fatti”.

Il riferimento è alla moral suasion del bisnonno dell’attuale sindaco (Giuseppe Sforza) che avrebbe convinto i canadesi di stanza a Gildone a non bombardare Ferrazzano dove ritenevano si nascondessero dei nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale.

Il ricorso al Prefetto da parte di Cerio è motivato anche dal fatto che sulla toponomastica è proprio la Prefettura ad avere l’ultima parola. Solo quando dal palazzo di Governo arriverà l’ok alla delibera (che non è stata votata dal primo cittadino il quale si è astenuto pur ritenendo pienamente legittimo l’atto) a Borgo Sforza si potrà riposizionare la tabella che era lì dal 2009.

Fino a quando non è venuto fuori che non c’era stata alcuna autorizzazione ufficiale per quella apposizione.