Stretta sulle ricariche PVR: l’obbligo di tracciabilità scatena la protesta
Luci e ombre della nuova riforma in materia di giochi
Tra consensi e dissensi, il 13 maggio scriverà un nuovo capitolo nella lunga storia dei giochi online. La data segna un cambio di rotta per quel che riguarda la ricarica dei conti di gioco tramite contanti. Sarà possibile, infatti, versare solo fino a un massimo di 100 euro a settimana, seguendo le direttive di una nuova disposizione che fa discutere molti.
Il limite ha l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio delle transazioni, in linea con le direttive antiriciclaggio. I giocatori che intendono effettuare ricariche di importo più alto dovranno necessariamente ricorrere a metodi di ricarica tracciabili, cioè carte di credito, bonifici e portafogli digitali certificati.
Si ipotizza che questa procedura continuerà a spingere i giocatori verso la rete di intrattenimento digitale. Solo nel 2025 sono stati aperti 6,2 milioni di nuovi conti di gioco, a conferma di una tendenza ormai consolidata. La crescita dei conti digitali riguarda l’intero comparto del gioco a distanza, dalle scommesse ai casinò digitali largamente diffusi, fino alle slot machine online, oggi parte integrante del mercato regolamentato su internet.
La progressiva limitazione dell’uso del contante si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento della tracciabilità delle transazioni, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e contrastare fenomeni illeciti. L’adozione di strumenti di pagamento digitali consente infatti un monitoraggio puntuale dei flussi finanziari, rendendo ogni operazione identificabile e verificabile.
Ed è proprio questo scenario, però, che rischia di indebolire il legame storico tra il giocatore e l’esercizio commerciale locale. Pertanto il malcontento delle associazioni del settore non si è fatto attendere. A seguito di un convegno sul tema, tenutosi a Napoli lo scorso 21 aprile, si prospetta un possibile blocco delle attività di gioco con uno sciopero che si protrarrà dal 13 al 20 maggio in segno di protesta.
Di fatto il Decreto legislativo n. 41 del 2024, che predispone la nuova regolamentazione, colpirebbe soprattutto i concessionari e rivenditori territoriali. A far discutere è anche l’istituzione dell’Albo dei Punti Vendita per la ricarica dei conti di gioco online (PVR), che aggiunge un ulteriore carico burocratico. Il registro in questione prevede anche il versamento di un canone annuo per essere in regola con i requisiti richiesti.
Si tratta di misure che si teme nel complesso possano arrecare danni soprattutto ai piccoli esercenti. D’altro canto, anche queste iniziative nascono con l’obiettivo di rafforzare la vigilanza dello Stato sul denaro e su chi commette illeciti.
La via di mezzo auspicata è quella di trovare il perfetto compromesso tra la salvaguardia dei punti vendita fisici e la digitalizzazione del settore. Entrambe devono riuscire ad offrire al fruitore finale un servizio di qualità senza che l’economia del territorio venga in alcun modo compromessa.

