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Sanità, rilievi dai ministeri: verso nuovi tagli a Termoli e Isernia. Salvatore chiede la fine del commissariamento, per Romano “i 90 mln un miraggio”

Il Tavolo tecnico invia oltre 50 pagine di osservazioni al Programma operativo 2026-2028: chiusure e riconversioni restano sul tavolo. A rischio emodinamica di Termoli e punto nascita di Isernia. Per Agnone il declassamento. La consigliera Salvatore chiede al Governo di bloccare i tagli e revocare il commissariamento. Romano: “I 90 milioni di euro restano un miraggio: non è un caso che siamo al 16 aprile e del bilancio di previsione per il 2026 non c’è ancora l’ombra neanche di una proposta”. 

Arrivano da Roma e non portano buone notizie per la sanità molisana. I ministeri affiancanti, attraverso il Tavolo tecnico, hanno trasmesso nei primi giorni di aprile una cinquantina pagine di osservazioni al Programma Operativo 2026-2028 predisposto dalla struttura commissariale di Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo. 

Ulisse Di Giacomo e Marco Bonamico

Il documento che ridisegna la sanità tenuto conto del disavanzo era stato inviato a fine febbraio, un atto necessario per poter alla prima tranche di finanziamento da 40 milioni di euro stanziati dallo Stato per risollevare le sorti di un comparto commissariato da 17 anni.

Il contenuto dei rilievi ricalca una linea ormai consolidata: razionalizzazione della rete ospedaliera, con riconversioni e chiusure di reparti. Nel dettaglio, viene ribadita la necessità di dismettere un laboratorio di emodinamica, un punto nascita e di trasformare l’ospedale di Agnone in struttura di comunità.
Sebbene siano in corso valutazioni tecniche basate sui flussi assistenziali, le scelte sembrano già indirizzate. Secondo quanto emerso nei mesi scorsi, a essere sacrificati dovrebbero essere l’emodinamica di Termoli e il punto nascita di Isernia.

Ora la struttura commissariale è chiamata ad adeguare il Programma alle osservazioni ministeriali e a ritrasmetterlo entro il 30 aprile. Una data cerchiata in rosso anche sul calendario della Giunta regionale che sempre entro fine mese deve approvare il bilancio di previsione.

Termine di legge improrogabile per definire il piano di copertura del disavanzo e non perdere i famosi 90 milioni di euro.
Ne ha parlato oggi il consigliere regionale Massimo Romano ricordando come ieri il Senato abbia approvato la legge di conversione del Decreto Pnrr (D.L. 19/2026), senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera in prima lettura. “Come si temeva – spiega l’esponente di Costruire Democrazia -, nonostante le rassicurazioni della delegazione parlamentare, nel testo non c’è traccia dell’emendamento che avrebbe dovuto sbloccare i famosi 90 milioni di euro per il ripiano del disavanzo e correggere il devastante “comma Lotito” (ne avesse azzeccata una!), inopinatamente inserito nella legge di bilancio 2026 all’insaputa (pare) del Governo regionale. Ennesimo nulla di fatto, quindi, tanto è vero che i 90 milioni di euro restano un miraggio: non è un caso che siamo al 16 aprile e del bilancio di previsione per il 2026 non c’è ancora l’ombra neanche di una proposta”.

Parallelamente, la Regione prova a cambiare rotta. Il presidente Francesco Roberti ha chiesto formalmente ai ministeri un piano triennale di potenziamento della rete ospedaliera e il rinvio di qualsiasi chiusura. Una richiesta rafforzata anche dall’emergenza maltempo che ha colpito il territorio nelle scorse settimane, aggravando le criticità infrastrutturali e rendendo più difficili i collegamenti tra le aree interne e i principali presidi sanitari.

In questo scenario si inserisce la presa di posizione netta della consigliera regionale del Partito Democratico, Alessandra Salvatore, che chiede un cambio di passo radicale.
“Il Governo Meloni blocchi i tagli e revochi immediatamente il commissariamento della sanità molisana”, afferma. Due, secondo l’esponente dem, le certezze: “Il Molise non può permettersi ulteriori riduzioni dei servizi e ha bisogno di investimenti, e il Governo può superare il vincolo del disavanzo, come già fatto per la Calabria”.
Salvatore richiama inoltre l’attenzione sulla condizione di fragilità strutturale della regione, segnata da carenze infrastrutturali e rischi idrogeologici, recentemente aggravati dagli eventi calamitosi. Un contesto che, a suo avviso, richiede parametri specifici e il pieno ripristino delle competenze decisionali in capo al Consiglio regionale.
Il Partito Democratico annuncia la presentazione di un atto di indirizzo in aula per chiedere la sospensione immediata di ogni taglio previsto nel nuovo Programma Operativo e per sollecitare l’uscita dal commissariamento dopo diciassette anni.

La partita resta aperta e si giocherà su più livelli, regionale e nazionale. Sullo sfondo, il nodo irrisolto di una sanità che continua a muoversi tra esigenze di contenimento della spesa e diritto alla tutela della salute, in un territorio che paga più di altri il peso dell’isolamento e della fragilità infrastrutturale.