Rifiuti in mare, le telecamere di Report a Termoli: 760 kg recuperati dai fondali
La trasmissione di Rai 3 accende i riflettori sul progetto Sea Trace, esempio operativo della legge Salvamare nonostante i ritardi normativi. Pescatori, tecnologia e tracciabilità digitale per contrastare l’inquinamento marino
Questa mattina una troupe della trasmissione di Rai 3 Report è stata al porto di Termoli. L’attenzione si è concentrata su un servizio dedicato alla legge Salvamare e alla sua applicazione, ancora parziale per l’assenza dei decreti attuativi. In questo contesto, riflettori puntati sul progetto Sea Trace, indicato come esempio virtuoso di come sia stato possibile renderla operativa grazie al lavoro di Innovation Sea e della società milanese Nest.

Nel corso della settimana i pescherecci Miante di Angelo Ardò, Papà Ernesto (Nicola Palazzo) e Nuovo Trenta Carrini del presidente nazionale di Federop Basso Cannarsa hanno raccolto complessivamente 760 chili di rifiuti dai fondali marini. I materiali sono stati poi presi in carico dalla Res Spa per le operazioni di riciclo e smaltimento.

L’ingegnere Roberto Mascilongo di Innovation Sea ha illustrato ai giornalisti, saliti a bordo del Miante, la nascita e lo sviluppo del progetto, soffermandosi sul coinvolgimento delle associazioni nazionali dei pescatori, sui risultati già raggiunti e sugli obiettivi futuri, tra cui l’introduzione di una app pensata per semplificare la gestione delle attività a bordo delle imbarcazioni.

Il dottor Riccardo Parrini, amministratore delegato di Nest, ha invece approfondito il funzionamento della blockchain e del passaporto digitale dei rifiuti, spiegando come questi strumenti consentiranno a breve la creazione del primo registro digitale dei rifiuti marini, utile per una mappatura più precisa dell’inquinamento.

Il dottor Piero Bianco, dirigente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, ha evidenziato le criticità normative ancora presenti e le ragioni che hanno portato alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Innovation Sea e gli altri partner per avviare il progetto pilota, partito a febbraio di quest’anno.

In mare è stata mostrata anche l’eco boat Dolphin, utilizzata per la pulizia sotto costa e in area portuale, dotata di droni di sorveglianza e di un ROV per l’ispezione dei fondali. Sulla banchina è stato invece presentato il sistema MAS (Mobile Antipollution System), che comprende le attrezzature necessarie per interventi rapidi di disinquinamento.
Soddisfazione è stata espressa da Domenico Guidotti, amministratore di Innovation Sea e Guidotti Ships: “L’attenzione di una trasmissione giornalistica di alto livello per il nostro lavoro dimostra che questo progetto è ormai conosciuto e apprezzato a livello nazionale. È motivo di orgoglio ma anche una spinta a proseguire con ancora più energia, migliorarlo e ampliarlo su scala nazionale”.





