La giunta di Ferrazzano varia la toponomastica per Borgo Sforza. La minoranza: “Celebrazioni familiari”, ma per il sindaco è “atto legittimo”
Variazioni di particelle di territorio si incrociano con la storia della famiglia Sforza e del Borgo da cui proviene anche l’attuale primo cittadino, Vincenzo Sforza. Un infuocato scontro politico tra maggioranza e opposizione con l’ex sindaco che sostiene che la delibera della Giunta violi il principio di imparzialità della Pubblica amministrazione. “Tutto legittimo e poi mi sono astenuto” replica Sforza.
Tra le colline di Ferrazzano c’è un gruppo di case con un spiazzo centrale che si raggiunge percorrendo una strada brecciata delimitata da forti alberi di quercia.
E’ qui che è nato Vincenzo Sforza, primo cittadino del comune più vicino a Campobasso. Ed è sempre qui che ancora vive la sua famiglia di origine e diversi suoi parenti.
All’ingresso di questo viale di campagna c’è stato, dal 2009 e fino a pochi mesi fa, una tabella che ha battezzato col nome di Borgo Sforza l’area. Da qualche settimana anche la toponomastica comunale ne ha preso atto intervenendo con una variazione approvata dalla Giunta (Sforza, ndr) con la delibera numero 10 del 20 febbraio scorso.
Non più Contrada Piane, dunque, ma Borgo Sforza? Così sembrerebbe.
L’iniziativa dell’Esecutivo non è andata giù all’ex sindaco Antonio Cerio e ad altri due consiglieri comunali di minoranza (Paolo Colesanti e Alessandro D’Alessio) che hanno chiesto una seduta straordinaria di Consiglio comunale prevista per stasera alle 19 nella sala consiliare, nella speranza di ottenere un pronunciamento del Consiglio che convinca la Giunta a fare un passo indietro e revocare la delibera.
Cerio e gli altri due consiglieri contestano la scelta di intitolare questa area di Ferrazzano alla famiglia Sforza per diverse ragioni. La prima è che a farne richiesta sono stati proprio parenti del sindaco e lui stesso. Nel 2007.
Vincenzo Sforza però all’epoca non ricopriva incarichi pubblici. Lo stesso sindaco, interpellato da Primonumero, precisa inoltre che quella delibera lui non l’ha neppure votata: “Mi sono astenuto” dice, sostenendo la “piena legittimità dell’atto”.
Ma allora perché questa variazione che riguarda alcune particelle di territorio ferrazzanese infastidisce così tanto Cerio e gli altri due consiglieri?
A detta dei tre “il principio di imparzialità della Pubblica Amministrazione (art. 97 Costituzione) sarebbe stato violato. Per di più la decisione sarebbe istituzionalmente e politicamente inopportuna”.
La minoranza sostiene che la Giunta starebbe utilizzando la toponomastica (“che deve rispondere a criteri di alto valore civile, storico o culturale per la comunità”) per una “celebrazione privata di famiglia”. In particolare per ricordare il contributo dato da Giuseppe Sforza (bisnonno del sindaco) nell’aver evitato il bombardamento di Ferrazzano da parte degli alleati canadesi (essendo nato negli Stati Uniti parlava inglese e riuscì a comunicare coi soldati) che sospettavano si trovassero dei nazi-fascisti nascosti in paese.
Quel merito così importante, sempre secondo la minoranza, non troverebbe “alcun riscontro documentale, sarebbe in contraddizione con un’altra versione della storia e supportato solo racconti popolari”. Non la pensa così la Giunta che considera quell’avvenimento un pezzo di storia importantissimo avallato da testimonianze e relazioni.
Al di là di come siano andati realmente i fatti per Colesanti, D’Alessio e Cerio – quest’ultimo aveva proprio in Vincenzo Sforza il suo braccio destro quando era in carica al vertice del Municipo – ci sarebbe una palese sovrapposizione tra ruolo istituzionale del primo cittadino e interesse privato familiare. In più sono anche convinti che “tale scelta possa arrecare grave danno d’immagine all’ente esponendolo anche a possibili ricorsi amministrativi”.
Se davvero questo principio di imparzialità sia stato violato è tutto da dimostrare: la toponomastica, infatti, rientra nella discrezionalità amministrativa di un ente che, se esercitata nel rispetto delle norme e seguendo l’istruttoria, non necessariamente profila un qualche tipo di vantaggio per il sindaco.
Anche il danno d’immagine è ipotetico come pure l’eventuale ricorso. Non è detto che ci siano davvero profili di illegittimità, forse è più questione di inopportunità politica tanto che i tre consiglieri di minoranza vogliono discutere la faccenda in Consiglio per cancellare Borgo Sforza dalla toponomastica comunale.
Al momento la tabella – che era rimasta lì per oltre 15 anni – non c’è più: è stata tolta pochi mesi fa quando Prefettura e Provincia – sollecitati da una ex consigliera comunale Mariassunta Baranello – si accorsero che non c’erano mai stati atti autorizzativi. Il vecchio iter di intitolazione dell’area a Borgo Sforza si è rimesso in moto subito dopo, con una memoria difensiva presentata in Municipio proprio da di chi aveva avviato l’iter nel 2007. Si tratta sempre di una familiare del sindaco che quella causa l’aveva sposata quasi venti anni fa.
Ora la palla passa alla Prefettura chiamata a pronunciarsi sulle questioni di toponomastica per rendere definitiva la variazione. Ma ci sarà prima un passaggio in Consiglio comunale stasera alle 19.


