L'incontro
|Irrigazione, svolta per le piane alte di Larino: consegnato il progetto Liscione–Occhito
Avanza il piano per collegare gli invasi e rendere stabile la distribuzione idrica nel basso Molise. Sabusco: “Poniamo le basi per una trasformazione concreta del nostro sistema agricolo”. Oltre 4mila ettari coinvolti e 37 milioni già disponibili. Il 13 aprile vertice operativo a Campobasso
Un passo avanti concreto verso la messa in sicurezza dell’irrigazione nel basso Molise arriva dalle piane alte di Larino, dove prende forma uno degli interventi più attesi dal comparto agricolo.
È stato infatti consegnato a Roma lo stralcio progettuale per il completamento del sistema irriguo dell’area, un tassello operativo che punta a collegare gli invasi del Liscione e del Finocchito e a garantire una distribuzione più efficiente e continua della risorsa idrica.
Il progetto riguarda direttamente oltre 4.000 ettari di terreni agricoli – 4.030 per la precisione – oggi fortemente esposti all’incertezza legata alla disponibilità d’acqua. Una criticità che negli ultimi anni, complice l’aumento dei periodi di siccità, ha inciso sulla produttività e sulla stabilità delle aziende locali.
Le risorse, però, sono già disponibili: 37 milioni di euro destinati a realizzare una rete irrigua moderna, inserita nel più ampio programma del sistema idrico Liscione–Occhito, un piano da 171 milioni complessivi, di cui la gran parte destinata al territorio molisano.
Non solo numeri, ma una strategia di lungo periodo che punta a rafforzare la capacità di accumulo e distribuzione dell’acqua, rendendo più resiliente l’intero sistema agricolo regionale.
I prossimi passaggi saranno al centro di una riunione operativa convocata per il 13 aprile presso la Presidenza della Regione a Campobasso, dove si definiranno tempi e modalità di attuazione dell’intervento.
“Questo risultato – dichiara il consigliere regionale Massimo Sabusco – è il frutto di un lavoro costante e di un’interlocuzione serrata con le strutture nazionali competenti. Oggi non celebriamo soltanto un passaggio amministrativo, ma poniamo le basi per una trasformazione concreta del nostro sistema agricolo”.
Un passaggio che, nelle intenzioni delle istituzioni regionali, dovrà tradursi rapidamente in cantieri e opere, con l’obiettivo di ridurre il divario infrastrutturale che ancora pesa sul Molise e dare maggiore stabilità a un settore chiave dell’economia locale.





