Petacciato - L'INTERVISTA
|Il capo della Protezione Civile apre spiragli su A14 e ferrovia: “Possibile ripristino in tempi brevi se la frana si stabilizza” – il VIDEO
Il capo della Protezione civile dopo il summit in Municipio: “Quadro migliorato rispetto alle prime ore”. Possibile ripristino di A14 e ferrovia solo dopo la stabilizzazione. Evacuate circa 50 persone. “È una frana storica e intermittente: non si ferma, si monitora”.
La frana di Petacciato appare al momento ferma e apre uno spiraglio sulla possibile riattivazione dei collegamenti, ma solo in presenza di condizioni di sicurezza e con soluzioni inizialmente parziali. È il quadro tracciato dal capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano al termine del summit in Municipio con il sindaco Antonio Di Pardo e le autorità locali.
“La situazione è quella che ovviamente conoscete: c’è questa frana storica che cuba 4 chilometri quadrati, per un fronte di circa 2 chilometri, che impatta in due direzioni diverse. La prima sul paese: si registrano una cinquantina di cittadini che hanno dovuto lasciare in via precauzionale le proprie case. La seconda è legata essenzialmente alla viabilità su gomma e alla viabilità ferroviaria, escludendo la strada statale 16, che è già interdetta a causa del crollo del ponte sul fiume Trigno, e che interessa ovviamente l’autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica”.
“È una frana storica – ha spiegato – e quindi tutti i sensori presenti sia sulla linea ferroviaria sia su quella autostradale sono stati messi a disposizione del centro di competenza del Dipartimento, che ha appena concluso un sopralluogo, dopo quello già effettuato ieri. La situazione appare un po’ migliore rispetto al quadro iniziale, che era parziale. Con il passare delle ore si stanno affinando le valutazioni”.
Da qui il primo elemento di apertura: “Ci sarebbe la possibilità di ripristinare la viabilità ferroviaria e autostradale anche in tempi relativamente brevi. Ma è evidente che bisogna essere certi che la frana si sia fermata, come sembra, e quindi stiamo aspettando l’esito finale delle valutazioni tecniche”.
Alla domanda sulla situazione attuale, Ciciliano conferma: “Adesso sembra ferma, sì”. Ma la cautela resta massima. “Questa è una frana storica, intermittente: rimane ferma e poi avanza. Si è spostata di circa un metro e venti, un metro e trenta nel distacco di ieri, anche in profondità. Ora è ferma, ci auguriamo che lo resti il più a lungo possibile, ma lo potremo sapere solo dopo. Va monitorata”.
Il ripristino, chiarisce, non sarà immediato né totale: “Quando si parla di riapertura non è un ‘tutto o nulla’. Ci può essere un ripristino inizialmente parziale, ad esempio con una sola carreggiata a senso unico alternato. Per la ferrovia si può pensare a una riduzione della velocità e della frequenza dei convogli. Non è una soluzione ottimale, ma è meglio di avere un asse completamente bloccato”.
Un asse, sottolinea, fondamentale non solo a livello nazionale ma anche per la vita quotidiana dei territori. “È una direttrice importante per Molise e Abruzzo: ci sono studenti, lavoratori pendolari. Ho parlato con il ministro Bernini per chiedere ai rettori delle università di Foggia, Unimolise, Chieti e Teramo di incentivare la didattica a distanza, per ridurre il carico sul trasporto passeggeri”.
Sul progetto di messa in sicurezza già esistente, basato su un sistema di pozzi drenanti, Ciciliano invita a una revisione: “È una buona soluzione come opera idraulica, ma va aggiornata. Bisogna rivedere profondità e numero dei pozzi per garantire la massima efficacia e ritardare le attivazioni della frana”.
Per quanto riguarda gli sfollati, la linea resta prudente: “Gli sgomberi disposti dal sindaco sono precauzionali, parliamo di meno di 24 ore dal distacco. Dopo le verifiche tecniche con i Vigili del fuoco ci saranno rientri, mi auguro tutti. Dove non sarà possibile, serviranno soluzioni alternative”.
Sul piano più generale, il capo della Protezione civile chiarisce anche il quadro dei collegamenti: “La dorsale adriatica è interrotta, ma sono state attivate subito soluzioni alternative. La linea ferroviaria è stata deviata su Bologna-Roma-Caserta-Foggia-Bari, mentre la viabilità autostradale sull’Autostrada del Sole e poi Napoli-Bari”.
Un sistema che però resta più lento rispetto alla normalità: “Il trasporto alternativo è più lento, quindi se i tempi eccedono quelli ordinari è evidente che serve il ripristino”.
Infine, il confronto tecnico: “Questa frana se la gioca con quella di Niscemi, forse è anche più profonda. Ed è una delle tante frane presenti lungo la dorsale adriatica”. E una considerazione che apre anche al livello decisionale: “Lo spostamento definitivo di autostrada e ferrovia è una questione più politica che tecnica”.






