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Il taglio delle fermate Frecciarossa a Termoli scatena proteste, insorge l’opposizione: “Inaccettabile”

Mozione delle minoranze in Consiglio comunale e dura presa di posizione della UilTrasporti contro la riduzione dei collegamenti sulla linea adriatica, con dubbi sui ripristini dopo l’estate

La soppressione temporanea di sei fermate Frecciarossa a Termoli, anticipata da Primonumero, scatena proteste sul territorio con una mozione delle opposizioni in Consiglio comunale e la presa di posizione dei sindacati, mentre restano incertezze sui tempi reali di ripristino dei collegamenti.

La notizia dei tagli riguarda sei convogli dell’Alta Velocità che dal 5 maggio al 13 giugno non effettueranno fermata a Termoli, continuando a transitare lungo la dorsale adriatica senza sosta. Un dato emerso direttamente dai sistemi di prenotazione, in assenza di una comunicazione ufficiale da parte di Trenitalia, che ha subito evidenziato le conseguenze per pendolari, studenti e lavoratori diretti verso il Nord Italia.

Si tratterebbe di una sospensione temporanea legata ai lavori di potenziamento della linea tra Termoli e Lesina, con l’attivazione del raddoppio ferroviario nel tratto tra Ripalta e Lesina. Tuttavia il quadro resta incerto: verifiche aggiornate indicano che quattro delle sei fermate potrebbero non essere ripristinate nemmeno dopo l’estate, oltre il 14 settembre, anche se su questo punto non esiste ancora alcuna conferma ufficiale. Si tratta dei Frecciarossa 8801, 8809, 8828 e 8830, per i quali attualmente non risulta disponibile l’acquisto per la fermata di Termoli dopo l’estate.

Un elemento che alimenta le preoccupazioni in un territorio già alle prese con pesanti criticità infrastrutturali. Il crollo del ponte sulla Statale 16 sul fiume Trigno e la frana di Petacciato hanno ridotto le alternative su gomma, rendendo la rete ferroviaria uno degli assi principali di collegamento, soprattutto lungo la costa adriatica. In questo contesto, la riduzione delle fermate dell’Alta Velocità assume un impatto ancora più rilevante.

È su questo scenario che interviene la mozione presentata dai consiglieri comunali di minoranza di Termoli, Oscar Scurti e Manuela Vigilante del Partito Democratico, Marcella Stumpo di Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra, Mario Orlando e Giuseppe Mileti di Voglia di Termoli. L’atto chiede il mantenimento e il potenziamento delle fermate Frecciarossa nella stazione cittadina e sollecita interventi urgenti sulla sicurezza della dorsale ferroviaria adriatica.

Consiglio comunale Termoli

Nel documento si richiama l’attenzione sulle criticità e i disservizi che continuano a interessare la direttrice, aggravati dai recenti eventi franosi tra Petacciato, Montenero di Bisaccia e Termoli. I consiglieri parlano di una rete fragile, esposta a interruzioni e vulnerabile dal punto di vista idrogeologico.

“Termoli non può permettersi di perdere collegamenti fondamentali. Le fermate dell’alta velocità rappresentano un presidio essenziale per il diritto alla mobilità, per lo sviluppo economico e per la tenuta sociale del territorio”, si legge nella mozione. Con questo atto si impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi presso Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana, Regione Molise e Ministero delle Infrastrutture affinché siano garantiti i collegamenti esistenti e, dove possibile, rafforzati.

Tra le richieste anche interventi immediati di monitoraggio e messa in sicurezza delle aree a rischio dissesto, oltre all’istituzione di un tavolo istituzionale permanente dedicato alla tutela della direttrice adriatica. “Non è solo una questione di trasporti – sostengono i consiglieri – ma di diritti. Senza infrastrutture adeguate si accentuano isolamento e disuguaglianze”.

Alla posizione politica si affianca quella del sindacato. La UilTrasporti Molise, attraverso il segretario generale Nicola Scafa, contesta la riduzione dei collegamenti proprio alla vigilia della stagione estiva: “Alle porte della stagione estiva, un periodo cruciale per la mobilità e per l’economia regionale, non è concepibile ridurre i servizi ferroviari. Si tratta di una scelta che penalizza l’utenza, i pendolari, i turisti e l’intero sistema economico del Molise”.

Scafa sottolinea come la regione, già segnata da carenze infrastrutturali, non possa permettersi ulteriori limitazioni. “È inaccettabile che l’unica stazione ferroviaria del Molise attraversata dall’alta velocità venga di fatto depotenziata, anche se temporaneamente. Questo significa colpire non solo i cittadini, ma anche le attività produttive, il turismo e tutta la filiera economica regionale”.