Dissesti in Molise
|Frane, nuova fase di analisi: da Civitacampomarano a Petacciato arrivano esperti e sistemi di monitoraggio
Dopo le emergenze di inizio aprile, si passa alla valutazione del rischio residuo. A Civitacampomarano sopralluogo del professor Nicola Casagli su incarico della Protezione civile, mentre a Petacciato il Comune si prepara a installare inclinometri e un sistema di controllo integrato con ferrovia e A14.
Dopo giorni di emergenza, evacuazioni e viabilità compromessa, il Molise entra in una nuova fase nella gestione del dissesto idrogeologico: quella dell’analisi tecnica e del monitoraggio. Dalle aree interne fino alla costa, le frane attivate dal maltempo di inizio aprile continuano a segnare il territorio, ma ora l’attenzione si sposta sulla valutazione del rischio residuo e sulle soluzioni da mettere in campo.
A Civitacampomarano, uno dei centri più colpiti, il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha attivato il Centro di competenza dell’Università di Firenze, chiamato a supportare le attività tecnico-scientifiche necessarie per definire con precisione lo scenario. Domani, 21 aprile, è atteso sul posto il professor Nicola Casagli, tra i massimi esperti italiani di dissesto idrogeologico, per un sopralluogo diretto nelle aree interessate.

Il territorio arriva a questo passaggio dopo settimane difficili. La frana che ha coinvolto la SS157 ha provocato il crollo di un costone a monte della carreggiata, con conseguenze pesanti sulla viabilità e sul centro abitato. Il dissesto ha interessato anche il versante in località Macchie Vigna del Duca, compromettendo l’impianto di depurazione, mentre sul lato opposto sono state evacuate dieci persone. Restano interdette numerose abitazioni, in particolare seconde case, e chiusa la chiesa di San Giorgio Martire. Le criticità maggiori si concentrano tra corso IV Novembre e via Garibaldi, dove persistono immobili non accessibili e situazioni ancora da definire.
Il coinvolgimento del Centro di competenza nazionale rappresenta un passaggio decisivo: l’obiettivo è comprendere quanto il terreno sia ancora instabile e quali interventi siano necessari per garantire la sicurezza della popolazione.

Sulla costa, a Petacciato, si procede invece sul fronte del monitoraggio continuo. L’amministrazione comunale ha disposto l’installazione di dieci inclinometri sui fabbricati più esposti e sul costone interessato dalla frana, strumenti che consentiranno di rilevare eventuali movimenti del terreno. A questo si aggiungerà un sistema satellitare integrato, che metterà in rete i nuovi sensori con quelli già attivati da Rete Ferroviaria Italiana lungo la linea Adriatica e da Autostrade per l’Italia sull’A14.

Anche qui ha operato Nicola Casagli, che ha già effettuato verifiche sul fronte della frana costiera, contribuendo a definire un quadro tecnico di un fenomeno considerato tra i più rilevanti degli ultimi anni. Il territorio, insomma, resta sotto osservazione. Dopo l’emergenza, si apre ora una fase di analisi scientifiche, strumenti di controllo e decisioni da prendere con precisione, perché da queste dipenderanno i tempi e le modalità della messa in sicurezza.


