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|La grande frana di Petacciato si muove: case evacuate, scuole chiuse, dorsale adriatica isolata, situazione gravissima – FOTO e VIDEO – DIRETTA VIABILITA’
Si riattiva la grande frana di Petacciato, ferma dal 2015. Evacuazioni nella parte alta del paese, chiuse strade, A14 e linea ferroviaria. Tecnici al lavoro su un fenomeno legato a una faglia profonda e satura d’acqua. Convocato il Comitato operativo della Protezione civile.
La frana di Petacciato torna a muoversi dopo oltre dieci anni e lo fa con effetti immediati su abitato, viabilità e grandi infrastrutture della costa molisana. La situazione, nelle parole degli amministratori locali, è “gravissima” e in continua evoluzione, mentre sono già scattate le prime evacuazioni e le misure di sicurezza su strade, autostrada e linea ferroviaria.
Viabilità e SS16, riunione in Regione: “Monitoraggio continuo, interventi non ancora possibili”
“Appena conclusa una lunga riunione con il presidente Roberti e l’assessore Marone per coordinare al meglio la viabilità alternativa e la gestione dell’emergenza nei tratti autostradali ancora interessati da forti congestionamenti, soprattutto da sud verso nord con uscita a Termoli”, riferisce il consigliere regionale Roberto Di Pardo, originario di Petacciato.
“È attualmente in valutazione la tempistica per la riapertura della SS16, mentre prosegue il costante raccordo con RFI e ANAS per quanto riguarda la rete ferroviaria e l’autostrada A14. La frana, sommata ai disagi causati dalla recente alluvione, sta mettendo a dura prova un territorio già fragile”.
“Il presidente sarà domani a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture, per affrontare e gestire al meglio l’emergenza. Tuttavia, finché il movimento franoso non si stabilizzerà, non sarà possibile intervenire direttamente sulle infrastrutture perché oltre che inutile potrebbe risultare addirittura dannoso. Prosegue senza sosta il monitoraggio attraverso i sistemi di rilevamento di RFI e della società Autostrade”.
Trenitalia: “Consultare le informazioni, chi rinuncia ottiene il rimborso. Treni da Foggia a Bologna, passando per Roma”
Con una nota, Trenitalia fa sapere che i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana continuano a monitorare l’evoluzione del movimento franoso sul posto, ma che non è possibile al momento prevedere i tempi di ripristino della linea. I treni a lunga percorrenza provenienti da Nord sono limitati e originari ad Ancona e Pescara, mentre il trasporto Regionale garantisce il collegamento fino a Vasto San Salvo.
Alcuni collegamenti, da e per la Puglia, percorreranno la linea via Foggia – Caserta – Roma – Bologna con allungamento dei tempi di viaggio, per questo tutti i viaggiatori devono consultare i canali di infomobilità di RFI e Trenitalia, mentre ha previsto il rimborso integrale del biglietto in caso di rinuncia al viaggio.
Scuole chiuse l’8 aprile per l’emergenza frana a Petacciato.
Tra i provvedimenti adottati dal sindaco di Petacciato Antonio Di Pardo c’è la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani, mercoledì 8 aprile. I bambini dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado non si recheranno quindi a scuola.
Sfollati, pochi senza sistemazione: attivate soluzioni tra privati e strutture ricettive
Sono oltre 50 le persone evacuate, ma risultano poche quelle che al momento non hanno ancora una sistemazione per la notte. La maggior parte ha trovato accoglienza presso parenti e amici, mentre altri saranno ospitati in hotel e case vacanza disponibili a Petacciato.
Le persone che necessitano di una sistemazione stanno raggiungendo il Comune, dove segnalano l’esigenza e vengono registrate per consentire il coordinamento con le strutture ricettive del territorio.
Va inoltre segnalato che alcune strutture ricettive si trovano in prossimità del taglio della frana, in particolare nell’area del paese vecchio. Il Comune ha comunque predisposto anche la palestra e una tensostruttura per eventuali necessità, ma al momento queste soluzioni potrebbero non essere utilizzate.

Trignina paralizzata, traffico deviato e lunghe code verso Montenero
Situazione estremamente critica sulla Trignina, completamente congestionata per il traffico proveniente dal nord Italia e deviato verso l’interno per raggiungere il sud. La circolazione risulta fortemente rallentata, con tratti a più corsie di fatto bloccati in direzione dell’entroterra.
Criticità anche sulla viabilità secondaria: sulla provinciale verso Montenero si registrano lunghe colonne di auto ferme, con due file di veicoli praticamente bloccate. Disagi diffusi anche nelle aree limitrofe, con automobilisti in difficoltà lungo percorsi alternativi.
Quartini (M5S): “Salvini e Musumeci intervengano subito. Il territorio non può aspettare”
A denunciare la situazione difficile che sta vivendo il Molise con un intervento oggi in Parlamento è il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini: “L’Italia è letteralmente divisa in due. L’autostrada A14, la Statale 16 e la linea ferroviaria sono interrotte dalla tarda mattinata di oggi nel tratto tra Vasto e Termoli. Nello scalo ferroviario di Termoli si registrano scene di grande incertezza: sono centinaia i passeggeri in attesa, tra cui famiglie con bambini, studenti e pendolari. Al momento risultano fermi in stazione un Frecciarossa diretto a nord e un Intercity per Bolzano. Per far fronte a eventuali malori o necessità urgenti, un’ambulanza è stata posizionata a disposizione dell’utenza. Chiunque voglia spostarsi da nord a sud lungo la dorsale adriatica non può farlo a meno di lunghissime code o deviazioni lungo arterie interne già fortemente provate da cattiva manutenzione e dalle piogge insistenti della scorsa settimana. Sono bastate poche giornate di maltempo intenso per far riemergere tutte le criticità, purtroppo arcinote, del territorio molisano. Fragilità idrogeologiche e infrastrutturali. Allagamenti che hanno messo a dura prova cittadini e amministrazioni del basso Molise. È anche crollato un ponte sul fiume Trigno la scorsa settimana ed in queste ore si sta ancora cercando una persona scomparsa.
Quello che oggi sta preoccupando è la riattivazione della frana di Petacciato: le forti piogge hanno fatto infiltrare acqua nel sottosuolo, muovendo un fronte franoso che ha già fatto danni nel centro abitato e ha costretto alla chiusura di strade, autostrade e ferrovie a valle in via precauzionale. Chiediamo un intervento tempestivo da parte del Ministro Salvini e del Ministro Musumeci, sia per gestire l’attuale fase emergenziale che per lavorare e programmare la salvaguardia del territorio e il contrasto al dissesto idrogeologico. I cambiamenti climatici non possono essere più negati: gli interventi di mitigazione e adattamento sono quelli sui quali bisognerebbe investire le nostre risorse, piuttosto che su opere totalmente velleitarie come il Ponte sullo Stretto. Il basso Molise e l’intera dorsale adriatica attendono risposte concrete”.
Frana, fronte sotto osservazione: “Non dovrebbe allargarsi”
Sul fronte della frana, il sindaco spiega che al momento non si prevederebbe un allargamento significativo, pur mantenendo alta l’attenzione.
Secondo quanto riferito, si tratta di un fenomeno che storicamente si ripresenta con cadenza pluriennale, ma questa volta aggravato dalle piogge intense degli ultimi giorni.
Evacuazioni, circa 60 persone allontanate dalle case più a rischio
Il sindaco Antonio Di Pardo conferma l’evacuazione di circa 60 persone dalle abitazioni situate a ridosso del fronte di frana. L’obiettivo prioritario resta la messa in sicurezza dei cittadini, con il supporto di Protezione civile e Vigili del fuoco.
Per l’accoglienza sono state coinvolte anche strutture ricettive del territorio, tra hotel e bed and breakfast, per garantire una sistemazione agli sfollati. In corso con la Protezione civile anche la predisposizione di una tensostruttura al campo sportivo e alla palestra della scuola di via Tremiti.

Tensostruttura con Protezione civile, pronta anche la palestra di via Tremiti
È in fase di preparazione una tensostruttura al campo sportivo Marchesi Battiloro con il supporto della Protezione civile per accogliere le persone evacuate. Parallelamente si sta predisponendo anche la palestra delle scuole medie di via Tremiti, individuata come ulteriore punto di accoglienza per gli sfollati della frana di Petacciato.


Viabilità in tilt dopo la frana, incidente fra due mezzi pesanti
Circa un’ora dopo l’attivazione della frana la viabilità è andata completamente in crisi. La chiusura di autostrada e ferrovia, unita alla statale 16 già interdetta per il crollo del ponte sul fiume Trigno, ha riversato tutto il traffico sulle strade interne, in condizioni difficili per vecchi smottamenti e carreggiate compromesse.
L’unico collegamento da sud era quello passando per Solagne Grandi e Vallone Cupo, attraverso Guglionesi, con rallentamenti pesanti e code chilometriche. Nella stessa zona si è verificato anche un incidente tra due mezzi pesanti, senza conseguenze gravi.
La situazione è leggermente migliorata con la riapertura della provinciale 51, che collega Termoli a Petacciato passando per la Fondo Valle Sinarca e consente l’accesso al paese dalla zona industriale.
Viabilità nel caos, riaperto un collegamento tra Termoli e Petacciato
Evacuazioni in alcune zone di Petacciato e viabilità nel caos: è questo il quadro dell’aggiornamento del pomeriggio di oggi, 7 aprile, dopo la nuova attivazione della frana registrata in mattinata.
In via precauzionale sono state evacuate Via del Progresso, Via 4 Novembre e Contrada Torre, zone considerate più esposte. Al momento almeno una abitazione risulterebbe interessata dalla frana, secondo le prime informazioni disponibili.
Sul fronte della viabilità, la situazione resta complessa. Per diverse ore il traffico è andato completamente in tilt, con centinaia di automobilisti costretti a uscire dall’autostrada e a percorrere strade alternative, in molti casi anche tracciati interni e sterrati, per riuscire a proseguire il viaggio verso nord, in direzione del casello di Vasto Sud, o verso sud, in direzione Termoli.
Nel primo pomeriggio si è registrato però un primo alleggerimento della situazione: è stata riaperta la strada che collega Termoli a Petacciato passando per la zona industriale-artigianale, con innesto sulla provinciale 51, consentendo di snellire in parte il traffico e ridurre i tempi di percorrenza.
Nel paese si registra una forte presenza di persone e movimento, ma il clima resta complessivamente sereno, senza particolari situazioni di panico, nonostante i disagi e l’evolversi della situazione.
SOPRALLUOGO DEL GOVERNATORE, E’ EMERGENZA NAZIONALE – Il presidente della Regione Francesco Roberti ha effettuato un sopralluogo nell’area della frana riattivata intorno a mezzogiorno, parlando di “emergenza nazionale” e indicando come priorità la sicurezza e il ripristino dei collegamenti lungo la dorsale adriatica. Il fenomeno, tra i più estesi in Europa, interessa un’area di circa 4 km² e coinvolge A14, ferrovia e statale 16, con lavori in corso per individuare percorsi alternativi.ù
SPACCATURE DI OLTRE MEZZO METRO – “Abbiamo tagli di circa mezzo metro di profondità in più punti del territorio”, ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Enrico D’Amario, parlando di una condizione di “emergenza totale” e della necessità di verificare ulteriori movimenti del versante nelle prossime ore. Un quadro confermato dal sindaco Antonio Di Pardo, che definisce la frana “la bestia”, sottolineandone la pericolosità: “Era prevedibile, ora siamo in una situazione gravissima”.
Il sistema di monitoraggio installato da tempo sull’area, con doppio sensore su terreno e infrastrutture, ha segnalato la riattivazione del movimento alle 11.30. Da lì, l’attivazione immediata delle procedure di emergenza, con le prime evacuazioni nella zona alta del paese, in particolare nell’area di via del Progresso. Al momento non è ancora chiaro il numero complessivo delle persone coinvolte.
Le criticità riguardano anche la mobilità. “Dopo il crollo del ponte sul Trigno la statale 16 verso nord è compromessa – ha spiegato ancora Di Pardo – e per entrare e uscire da Petacciato si utilizza la strada di Colle Turchese verso la marina”, con un sistema di viabilità interna già sotto pressione.
Sul posto si è recato anche il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, che ha parlato di una situazione inattesa proprio alla vigilia degli interventi di messa in sicurezza: “A breve sarebbero dovuti partire i lavori, ma ora bisogna ripensare tutto perché si sono creati cedimenti strutturali sia sull’autostrada A14 sia sulla tratta ferroviaria”.
Secondo quanto emerso dal confronto con i tecnici regionali, il fenomeno è legato a una faglia profonda e satura d’acqua: una massa argillosa che scivola su strati meno stabili, alimentata da flussi idrici sotterranei. Proprio su questo si basa il progetto di consolidamento già predisposto, da 27 milioni di euro, che prevede la realizzazione di grandi pozzi drenanti per intercettare e regolare l’acqua nel sottosuolo.

CHIUSE AUTOSTRADA A14/ FERROVIA E STRADE STATALI – Intanto, per motivi di sicurezza, Anas ha disposto la chiusura di diversi tratti stradali: la SS709 Tangenziale di Termoli, la SS16 Adriatica tra il km 531,900 e il km 535,800 e la SS157 tra il km 63,500 e il km 71. Sul posto è presente personale tecnico per monitorare l’evoluzione del dissesto e valutare le condizioni per una riapertura in sicurezza.
Le misure più rilevanti riguardano però le grandi direttrici di traffico. In via precauzionale è stata interdetta l’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli, così come la linea ferroviaria adriatica. I vigili del fuoco stanno seguendo il fenomeno anche con l’ausilio di droni per il controllo dall’alto delle aree più critiche.
La portata dell’evento ha portato alla convocazione del Comitato operativo della Protezione civile da parte del capo dipartimento Fabio Ciciliano, previsto nel pomeriggio a Roma, per fare il punto sulle criticità e coordinare le misure da adottare.
Il quadro resta in evoluzione, con il territorio sotto stretta osservazione e una priorità condivisa da tutti i livelli istituzionali: garantire la sicurezza delle persone e contenere gli effetti di un movimento franoso che, dopo anni di relativa stabilità, è tornato a rappresentare una delle principali emergenze del basso Molise.



















