Dopo il ponte sulla Statale 16 un’altra mazzata per la viabilità: tagliati per un mese 6 Frecciarossa a Termoli
Sei convogli dell’Alta Velocità non fermeranno nella stazione molisana dal 5 maggio al 13 giugno. Ridotti i collegamenti in un territorio già in difficoltà tra frane, viabilità compromessa e servizio ferroviario locale ridimensionato
Dal 5 maggio al 13 giugno sei treni Frecciarossa non effettueranno più fermate alla stazione di Termoli. Non c’è al momento alcuna comunicazione ufficiale da parte di Trenitalia, ma il dato emerge chiaramente dai sistemi di prenotazione: per quelle tratte non è più possibile acquistare biglietti con partenza o arrivo nella città adriatica.
La verifica diretta sul sito della compagnia ferroviaria conferma quanto già circolava tra i viaggiatori nelle ultime ore. Dal prossimo martedì 5 maggio, sei convogli dell’Alta Velocità continueranno a transitare lungo la linea adriatica senza effettuare sosta a Termoli. Si tratta del Frecciarossa 8801 Venezia-Lecce (arrivo 12.34), del 9805 Torino-Lecce (arrivo 15.34), del 8809 Milano-Lecce (arrivo 17.34), e in direzione opposta del 8824 Lecce-Milano (partenza 13.20), del 8828 Lecce-Venezia (partenza 16.20) e del 8830 Bari-Milano (partenza 18.20).
Fortunatamente si tratta di un provvedimento temporaneo dal 5 maggio al 13 giugno, al pari dell’allungamento dei tempi di percorrenza di 10 minuti, a causa dei lavori di potenziamento della linea fra Termoli e Lesina con la conseguente attivazione del raddoppio ferroviario nel tratto fra Ripalta e Lesina.
Tuttavia i disagi restano, sebbene per un periodo limitato. L’effetto più immediato riguarda i collegamenti con il Nord Italia. Con la soppressione delle fermate dei treni 8828 e 8830, nella fascia pomeridiana non risulterebbero più collegamenti diretti da Termoli verso le principali città settentrionali dopo le 16 e fino alla tarda serata. Un vuoto significativo per un territorio che utilizza proprio l’Alta Velocità come principale canale di connessione rapida con il resto del Paese.
Il dato certo è che la riduzione delle fermate colpisce direttamente il Molise in una fase particolarmente delicata. Il territorio è ancora alle prese con le conseguenze del crollo del ponte sulla Statale 16 al confine tra Molise e Abruzzo, avvenuto il 2 aprile sul fiume Trigno, e con gli effetti della frana che ha interessato Petacciato il 7 aprile. Due eventi che hanno inciso profondamente sulla viabilità, limitando i collegamenti ordinari lungo la costa adriatica.

In questo contesto, la rete ferroviaria rappresenta una delle poche alternative realmente praticabili per gli spostamenti, soprattutto verso l’Abruzzo. La Statale 16 resta infatti interrotta in quel tratto, mentre l’A14 continua a essere interessata da cantieri e, con l’avvicinarsi della stagione estiva, da un aumento significativo dei flussi di traffico.
La decisione sulle fermate dei Frecciarossa a Termoli si inserisce inoltre in un quadro già segnato da una riduzione del servizio ferroviario locale. Dal 27 aprile, infatti, la stazione di Petacciato-Montenero ha perso numerose fermate dei treni regionali sulla linea adriatica tra Termoli e Pescara. Non si tratta di tagli isolati, ma di una rimodulazione diffusa lungo tutta la giornata, con corse che saltano la fermata, anticipi di orario e variazioni nei tempi di percorrenza.
Il risultato è un servizio ferroviario formalmente attivo ma meno accessibile, soprattutto per pendolari e studenti che utilizzano quotidianamente il treno per raggiungere Pescara o lo stesso centro di Termoli. La stazione di Petacciato-Montenero, in particolare, perde la sua funzione di fermata stabile su molte corse, diventando di fatto marginale in diverse fasce orarie.
La combinazione di questi fattori produce un effetto complessivo evidente: meno treni disponibili proprio nel momento in cui servirebbero di più. La riduzione delle fermate dell’Alta Velocità e il ridimensionamento dei regionali incidono su una rete già fragile, aggravando le difficoltà di mobilità per residenti, lavoratori e viaggiatori.
Le conseguenze riguardano anche i collegamenti interni. Chi deve raggiungere il Nord Italia arrivando da Campobasso o dalle aree interne del Molise avrà ulteriori disagi e dovrà adattarsi con minori possibilità di scelta.
La soppressione temporanea delle fermate rappresenta un ulteriore ridimensionamento dei collegamenti ferroviari in una fase già segnata da criticità infrastrutturali rilevanti. Un quadro che rafforza la percezione di isolamento per il Molise, proprio mentre emergenze recenti avrebbero richiesto un potenziamento, non una riduzione, dei servizi di trasporto.


