Territorio in ginocchio
|Molise flagellato dalla pioggia: ponti crollati, frane ovunque e danni milionari. Verso l’emergenza nazionale
Il Molise si avvia verso la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale dopo giorni di maltempo che hanno messo in ginocchio soprattutto il Basso Molise e l’area costiera. Lo ha confermato il presidente della Regione Francesco Robertiaffermando che, al termine dell’ondata di maltempo ancora in corso, sarà avviata la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per i territori colpiti.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha sottolineato che il governo segue costantemente l’evoluzione delle criticità, in contatto con il Dipartimento nazionale di Protezione civile.
L’ondata di maltempo ha provocato esondazioni, allagamenti e frane diffuse su tutto il territorio, con il coinvolgimento di infrastrutture strategiche e della rete viaria principale. Tra gli episodi più rilevanti il crollo del ponte sul Trigno lungo la Statale 16, che ha interrotto uno dei collegamenti più importanti della costa adriatica, e il cedimento del ponte sulla Fossaltina. A questi si aggiungono numerose chiusure lungo strade statali e provinciali, tra cui tratti della Fondo Valle del Biferno, della Statale 87 e di diverse arterie interne, con intere aree rimaste isolate o difficilmente raggiungibili.
Le criticità sulla viabilità stanno avendo ripercussioni immediate anche sulla mobilità quotidiana e sulle attività economiche, con collegamenti compromessi e deviazioni obbligate lungo percorsi alternativi già sotto pressione. In questo contesto, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sta seguendo minuto per minuto l’evoluzione dell’emergenza sul versante adriatico, con particolare attenzione alle conseguenze sulla rete infrastrutturale. Salvini è in contatto diretto con Roberti e con gli amministratori locali per individuare soluzioni utili a facilitare gli spostamenti e garantire la continuità dei collegamenti nelle aree più colpite. Intanto un primo provvedimento: sarà gratis il transito in A14 fra Vasto Sud e Termoli .
Parallelamente, si aggrava il bilancio dei danni nel comparto produttivo. Il nucleo industriale di Termoli è stato interessato da allagamenti estesi, con capannoni invasi dall’acqua e attività costrette a fermarsi. Anche l’agricoltura registra perdite rilevanti: campi sommersi e coltivazioni compromesse proprio nella fase primaverile più delicata, con conseguenze che rischiano di protrarsi nei prossimi mesi.
Sul piano dell’emergenza abitativa, centinaia di persone sono state evacuate, in particolare nelle aree di Rio Vivo e Marinelle a Termoli e in altri centri del basso Molise. Gli sfollati sono stati accolti in strutture ricettive e trovano accoglienza nelle aree predisposte dai Comuni, tra cui il Palasabetta e la palestra della scuola Schweitzer, dove è stata attivata una rete di assistenza con volontari e protezione civile e dell’associazione Vigili del Fuoco volontari.

Restano sotto osservazione anche le condizioni del fiume Biferno e della diga di Ponte Liscione, al centro delle attività di monitoraggio per prevenire ulteriori criticità a valle.
La quantificazione complessiva dei danni è ancora in corso, ma il quadro che emerge è quello di un’emergenza estesa che coinvolge infrastrutture, economia e popolazione. Probabile che si tratterà di danni per decine di milioni di euro. Sul territorio proseguono gli interventi dei soccorsi e le attività di controllo delle aree più esposte al rischio idrogeologico, mentre si attendono i prossimi sviluppi sulla richiesta di stato di emergenza nazionale.






