Canile comunale Santo Stefano, diffida del comitato Addio Randagismo: “Va adeguato, non è a norma”
Richiesta la sospensione dei bandi fino all’adeguamento della struttura alle normative vigenti
Il Comitato interregionale “Addio Randagismo” ha trasmesso una formale diffida al Comune di Campobasso e all’Asrem in merito alla gestione del canile comunale di Santo Stefano. Al centro della comunicazione vi è la richiesta di sospendere l’indizione di nuovi bandi di gara e di eventuali proroghe fino al completo adeguamento della struttura alle disposizioni normative regionali e sanitarie.
Secondo quanto rappresentato dal Comitato, l’attuale assetto autorizzativo del canile risalirebbe al 2003, in occasione del trasferimento dei cani dal sito di contrada Tappino. A seguito dell’entrata in vigore della legge regionale 7/2005 e del relativo regolamento attuativo (1/2006), la struttura avrebbe dovuto essere oggetto di interventi di adeguamento ai requisiti minimi previsti in materia sanitaria e strutturale.
Il Comitato segnala che tali adeguamenti non risulterebbero completati e richiama, a tal proposito, le competenze degli organi sanitari preposti alla vigilanza, evidenziando la necessità di verificare la piena conformità della struttura prima della prosecuzione delle attività.
Un ulteriore profilo evidenziato nella diffida riguarda l’impiego delle risorse pubbliche destinate alla gestione del servizio. Il Comitato ritiene opportuno che venga effettuata una verifica sulla regolarità degli affidamenti succedutisi nel tempo e sulla coerenza degli stessi con il quadro normativo vigente, annunciando la possibilità di segnalazioni agli organi competenti, tra cui la Corte dei Conti, l’Anac e Nas.
Nella comunicazione trasmessa, vengono formulate alcune richieste puntuali all’Amministrazione comunale: la sospensione di nuove procedure di affidamento, l’attivazione degli interventi necessari per la messa a norma della struttura e l’acquisizione del nulla osta sanitario definitivo da parte dell’Asrem.
Il Comitato propone inoltre una possibile revisione del modello gestionale, ipotizzando una soluzione di tipo misto pubblico-sociale, che preveda il coinvolgimento della società partecipata comunale per gli aspetti logistici e manutentivi e delle associazioni di protezione animale per le attività connesse al benessere degli animali e alla promozione delle adozioni.
Infine, viene indicato un termine di 15 giorni per un riscontro da parte degli enti interessati, decorso il quale il Comitato si riserva di adire le competenti sedi amministrative, contabili e giudiziarie per gli ulteriori accertamenti del caso.


