Campobasso prima in Europa per benessere urbano tra le piccole città (ma c’è un dato che fa riflettere)
Il capoluogo molisano guida la classifica europea per qualità urbana e salute tra i comuni sotto i 50mila abitanti secondo uno studio scientifico. Un risultato significativo, che però racconta più le caratteristiche del territorio che una vera pianificazione urbana.
C’è un dato che raramente si associa al Molise nei dibattiti sulla qualità della vita urbana: Campobasso è la città meglio progettata d’Europa tra i comuni con meno di 50.000 abitanti, secondo un indice scientifico sviluppato dall’Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal). Il punteggio del capoluogo di regione è 6,02 su 10.
Primo posto, dunque, ma con un numero che lascia spazio a riflessione.
Cos’è l’indice e chi lo ha costruito
L’ISGlobal, istituto catalano finanziato dalla Fondazione “la Caixa” e riconosciuto tra i principali centri di ricerca europei sulla salute pubblica e ambientale, ha messo a punto il Healthy Urban Design Index (HUDI) per misurare in modo sistematico quanto il disegno urbano di 917 città europee favorisca la salute e il benessere dei residenti. Lo studio è il più ampio mai condotto su questo tema a scala continentale.
L’indice si basa su 13 indicatori raggruppati in quattro domini: progettazione urbana (densità abitativa, compattezza, altezza degli edifici, permeabilità degli isolati), trasporto sostenibile (infrastrutture pedonali, ciclabili e fermate del trasporto pubblico), qualità ambientale (concentrazioni di PM2,5 e NO₂, capacità di mitigare le isole di calore urbane) e accessibilità agli spazi verdi (verde diffuso e parchi di grandi dimensioni). Per ciascun indicatore la città riceve un punteggio da 0 a 10; il risultato finale è una media ponderata.
Cinque categorie, Campobasso in vetta nella più piccola
Le 917 città sono state suddivise in cinque fasce demografiche. Ai vertici assoluti della classifica si trovano Pamplona (Spagna, 6,8 punti), Ginevra (6,65) e Harlow nel Regno Unito (6,64), tutte nella fascia delle città medie. Nella categoria delle grandi metropoli, Madrid guida con 6,04. Campobasso, con 6,02, guida la fascia dei piccoli comuni, risultando 45ª nella graduatoria complessiva delle 917 città analizzate.
Il capoluogo molisano fa particolarmente bene nei domini legati alla qualità ambientale e agli spazi verdi — fattori strutturali di un territorio a bassa urbanizzazione — mentre i punteggi più contenuti riguardano il trasporto sostenibile e la permeabilità urbana, aree dove le città del Nord Europa e della penisola iberica mantengono un vantaggio netto.
Il divario che conta: est contro ovest
I ricercatori di ISGlobal segnalano una frattura geografica pronunciata: le città di Regno Unito, Spagna e Svezia si collocano stabilmente nella parte alta della classifica, mentre quelle di Romania, Bulgaria e Polonia occupano le posizioni più basse. L’Italia si distribuisce in modo disomogeneo, con performance migliori nei centri di dimensioni medio-piccole rispetto alle grandi aree metropolitane.
Cosa cambia per il Molise
Il primato di Campobasso nella sua fascia non è un riconoscimento alla pianificazione urbanistica locale né un attestato di eccellenza assoluta. Vale la pena dirlo chiaramente: un punteggio di 6,02 su 10 (il più alto nella categoria, ma pur sempre sotto la soglia dei 7 che nessuna città europea ha ancora superato) riflette margini di miglioramento diffusi su tutto il continente, non solo in Molise.
Il risultato del capoluogo regionale è in larga misura strutturale. Campobasso raggiunge un buon punteggio nei criteri dove le sue caratteristiche geografiche e demografiche lo consentono quasi automaticamente: aria meno inquinata rispetto ai grandi centri, verde accessibile, densità contenuta che limita le isole di calore urbane. Sono vantaggi che derivano da ciò che la città non è, non da politiche attive di pianificazione. Nei domini dove conta invece la scelta progettuale (per esempio, infrastrutture ciclabili, permeabilità degli isolati, offerta di trasporto pubblico), il confronto con le città iberiche e nordeuropee diventa impietoso. C’è però una lettura più costruttiva. L’indice HUDI è uno strumento diagnostico, non una classifica fine a se stessa. I suoi 13 indicatori indicano con precisione dove gli interventi sarebbero più efficaci. Per Campobasso, e più in generale per i centri molisani, questo significa che il vantaggio ambientale già esistente potrebbe essere consolidato e valorizzato attraverso una rete ciclabile anche minima, una gestione più attiva del verde urbano, una mobilità pubblica più capillare, trasformando una buona posizione di partenza in una scelta consapevole di modello urbano.
In un paese che da anni discute di spopolamento delle aree interne, avere dati scientifici che attestano la qualità ambientale dei centri minori non è un dettaglio: può diventare un argomento concreto nel dibattito su dove conviene vivere, e su quali condizioni rendono i piccoli centri un’alternativa reale alle metropoli.
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I dati completi su tutte le 917 città sono pubblicamente consultabili sul portale ISGlobal Ranking of Cities all’indirizzo https://isglobalranking.org/hudi/


