Edizione Torinese/3
|Al Festival del Sarà Giuseppe Argirò: le infrastrutture energetiche come territorio di conflitto ibrido
Il Vice Presidente di Energia Futura sicurezza degli approvvigionamenti affronta a Torino la vulnerabilità delle reti energetiche nell’era della guerra ibrida
Il sabotaggio del gasdotto Nord Stream nel settembre del 2022 ha cambiato per sempre il modo in cui il mondo guarda alle infrastrutture energetiche. Non si trattava soltanto della distruzione di un tubo sul fondo del Mar Baltico: era la dimostrazione che le reti di distribuzione dell’energia — i gasdotti, i cavi elettrici sottomarini, i terminali di rigassificazione, le centrali elettriche — sono diventate obiettivi militari di primo piano nella guerra ibrida del XXI secolo. E che la loro vulnerabilità può essere usata come arma di coercizione geopolitica prima ancora che i missili vengano lanciati.
È su questa frontiera che lavora Giuseppe Argirò, Ad di VCA e Vicepresidente di Energia Futura, la cui esperienza sulle infrastrutture energetiche e sulla sicurezza degli approvvigionamenti lo porta a essere uno degli interlocutori più rilevanti del panel di apertura del Festival del Sarà a Torino. Mentre Giuseppe Zollino affronterà la questione del mix energetico ottimale e Lorena Stella Martini quella delle politiche pubbliche, Argirò porta la dimensione della sicurezza fisica e strategica dei sistemi di approvvigionamento: chi li minaccia, come vengono protetti, e quali sono le vulnerabilità sistemiche che un avversario potrebbe sfruttare.
La fragilità energetica europea non è soltanto una questione di dipendenza da determinati fornitori: è anche una questione di architettura delle reti, di concentrazione dei nodi critici, di assenza di ridondanza in sistemi progettati in un’epoca in cui la cooperazione era la norma e il conflitto era l’eccezione. Oggi quella norma è invertita, e le infrastrutture costruite nel periodo della globalizzazione trionfante si rivelano pericolosamente esposte in un’epoca di competizione sistemica tra potenze.
Il contributo di Argirò al Festival del Sarà aiuta a tradurre queste riflessioni astratte in domande concrete: cosa significa per l’Italia — paese al centro del Mediterraneo, crocevia di gasdotti e cavi sottomarini — garantire la propria sicurezza energetica in un contesto di instabilità crescente? Quali investimenti servono? Quali alleanze? E quali scelte di governance delle infrastrutture critiche possono fare la differenza tra resilienza e vulnerabilità?


