Zuchetazu e Teco vorrei a Castelpetroso, il Settenario ‘esce’ da Campobasso per la prima volta
Ieri sera grande emozione nella Basilica dedicata alla Madonna dell’Addolorata, patrona del Molise. Un evento storico nella tradizione religiosa molisana legata alla Santa Pasqua. Il video
È stato un inedito, suggestivo e di grande impatto emotivo, quello del Settenario, ieri sera sabato 28 marzo, alla basilica della Santissima Addolorata di Castelpetroso, patrona del Molise.
La prima volta lontano da Campobasso di una delle più radicate e sentite tradizioni religiose del capoluogo regionale, legate alla Santa Pasqua, ha suscitato sentimenti di apprezzamento e raccoglimento anche nello storico luogo di culto la cui prima pietra fu posata nel 1890.
Accolti dal rettore della Basilica, don Fabio Di Tommaso, il coro ‘Lino Tabasso’ e l’Orchestra ‘Michele De Nigris’ si sono esibiti nella struggente cantata sacra alla Madonna Addolorata che si sostanzia in una profonda espressione di fede attraverso la musica.o
‘Oh di Gerico Beata’ questo il titolo dell’opera, nota ai campobassano come ‘Zuchètazù‘, ha echeggiato nella basilica, forte del botta e risposta tra le voci e il contrappunto fra gli strumenti.
Magistrali come sempre le interpretazioni canore del tenore Nello Toti, al suo settantesimo Settenario (il primo a 14 anni di età!), del baritono Rosario Presutti e del soprano Anna Maria De Palma.
L’organico di circa 70 elementi è stato diretto dal maestro Antonio Colasurdo, che guiderà anche il coro, assai più imponente (700 voci) della processione del Venerdì Santo.
Dal ‘Teco Vorrei’ cantato a conclusione del Settenario a quello che commuove e scuote la processione campobassana, un passaggio naturale e toccante che esprime in toni solenni il dolore della Madonna per il Cristo morto.
Da Castelpetroso alla Cattedrale di Campobasso, appuntamento fissato per il pomeriggio di Venerdì Santo.

