Traffico illecito di rifiuti in Basso Molise, 17 indagati nell’inchiesta della Direzione Antimafia
Operazione Fort Apache dei Carabinieri del Noe: 17 indagati per traffico illecito di rifiuti, il profitto sarebbe stato di 250mila euro
Un traffico di quasi 1.700 tonnellate di rifiuti gestite illegalmente attraverso una società operante nel Basso Molise e un profitto illecito stimato in circa 250mila euro. Sono i numeri dell’operazione “Fort Apache” dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Campobasso, che hanno notificato 17 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Campobasso.
Le persone indagate sono ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti in Basso Molise, contestato al termine di una complessa attività investigativa svolta dal reparto specializzato dell’Arma.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2022 e il 2024 sarebbero state poste in essere condotte reiterate finalizzate alla gestione e al trattamento illecito di rifiuti, attraverso l’attività di una società con sede nell’area del basso Molise.
L’indagine ha consentito di accertare la gestione irregolare di quasi 1.700 tonnellate di rifiuti, costituiti prevalentemente da imballaggi in legno, vetro e materiali misti, oltre a rifiuti da demolizioni, carta e cartone.
Secondo l’ipotesi investigativa, i rifiuti sarebbero stati conferiti principalmente da un’impresa affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani operante lungo la costa molisana, oltre che da altri impianti di trattamento situati in Molise, Puglia, Campania e Abruzzo.
L’attività contestata avrebbe consentito di ottenere un profitto illecito stimato in circa 250mila euro.
L’operazione “Fort Apache” rappresenta l’esito di una articolata indagine svolta dal Noe di Campobasso nel settore dei reati ambientali e del traffico illecito di rifiuti, ambito in cui i reparti specializzati dei Carabinieri svolgono attività di controllo e contrasto per garantire la tutela dell’ambiente e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti.


