Successo per Antonio Giordano, scultore del marmo. Brilla la sua arte nella galleria Nuova Officina Solare
A pochi passi dal castello federiciano brillano le opere di Antonio Giordano (1943 – 2013). In tanti, nella galleria d’arte contemporanea Nuova Officina Solare, hanno apprezzato l’omaggio al grande scultore molisano protagonista della “Transavanguardia” italiana.

In un viaggio artistico senz’altro divino e geniale, lontano da ogni forma di omologazione, la sua arte si mostra incisica ed originale. In definitiva un unicum nel suo genere. Dall’arte classica l’artista elabora un cammino per sperimentare nuove forme di un’arte creativa applicata alla scultura.

“L’intera opera di Antonio Giordano – precisa Nino Barone – artista curatore della mostra – ci riporta indietro nel tempo, nell’antica Grecia, dove l’estetica concepiva la bellezza come armonia, proporzione simmetrica e ordine, legata al bene e alla virtù etica: una visione che gli consente di spaziare tra i molteplici linguaggi della figurazione con acume e disinvoltura, recuperando conoscenze formali che vanno dall’arte classica all’Arts and Crafts. Da eccellente scultore coglie la matrice classica, alla base della sua ricerca artistica, finalizzata alla manifestazione di bellezza come emblema di una società migliore, felice e solidale”.

Nelle opere si nota una potente energia vitale che regala un ventaglio di emozioni equilibrate. Ricche di notazioni profondamente umane. Fin da ragazzo Antonio Giordano mostra il suo innato talento per la scultura. Muove i primi passi nel laboratorio del padre, a Santa Croce di Magliano, dove scolpisce il marmo, modella la pietra, lavora il legno per dare corpo a contrasti dai contenuti armoniosi ed equilibrati. Tra non pochi sacrifici nel 1959 riesce a compiere gli studi presso la Scuola del Marmo di Carrara. Li perfeziona poi presso il Liceo Artistico della città delle Alpi Apuane. Con il noto scultore Isoppi affina le tecniche, assimilando il respiro di una voce artistica, radicata nell’anima cultura classica, dal tono creativo e innovativo.

Grazie al lavoro di un’attenta ricerca anatomica, i risultati diventano eleganti ed eccellenti, pur se radicati in una dimensione classica e mitologica proveniente dalla sua formazione culturale. D’incanto le dimensioni dell’io s’intrecciano nei volumi scultorei dalla forma perfetta. Svincolati da ogni tipo di celebrazione retorica. Le opere dell’artista santacrocese spingono ad abbracciare il sublime e il volto di un’aggraziata bellezza. Trionfa così il guizzo di una mano sapiente che cresce e matura progressivamente. Nel 2010, da un unico blocco di marmo delle Alpi Apuane, realizza il monumento ai caduti di Santa Croce di Magliano, collocato vicino al Palazzo Comunale.

Nel gruppo scultoreo il freddo marmo bianco è carico di una forte tensione emotiva. Esaltata da una madre ieratica che tra le braccia sostiene il figlio morente. È il simbolo di tutte le madri che piangono i figli massacrati da una guerra brutale. È un richiamo alla pace per una sofferenza che accomuna in un dolore unico tutte le mamme del mondo. Un dialogo silenzioso, dunque, aperto senza fine, statuario, tra madre e figlio, sospeso nell’aria. Un messaggio che mai deve venir meno. Sempre attuale. In galleria in mostra il bozzetto del monumento.

Dirimpetto, quello dell’altare con bassorilievi in marmo, presenti nella chiesa di Sant’Antonio di Padova. Un luogo sacro che l’artista amava tanto. A seguito del furto dell’originale, il nuovo Bambinello ligneo del Santo si deve pertanto alle sue capacità scultoree. Come docente l’artista, con umiltà esemplare, ha dato tanto alla scuola. Ha sperimentato attività di cinema, animazione e foto pittura pubblicate in due documentari dal Dipartimento Scuola Educazione della RAI. A Termoli colpiscono svariati lavori e i disegni preparatori di vetrate e di pitto-scultura con tecnica di certo mirabile. Non è venuto meno, infine, l’impegno scultoreo per rappresentare le tradizioni santacrocesi descritte in versi pittoreschi dal Capriglione. Tantissime dunque le opere d’arte realizzate. Si può dire che Antonio Giordano è un artista completo. Ha partecipato a importanti mostre nazionali ed internazionali. Dopo la sua prematura scomparsa la figlia Marianna Giordano, docente del Liceo Artistico di Termoli, promuove ogni anno a Santa Croce di Magliano il Premio Antonio Giordano. Si tratta di un evento importante, di rilievo nazionale, per l’arte urbana. Dove la Street Art s’intreccia alla didattica educativa e ad una tecnologia culturale innovativa. Capace di dialogare felicemente con le risorse locali, le tradizioni, la lingua dialettale e le tante tracce di una memoria collettiva che resiste.



