Il mare è a due passi ma è vietato ai pedoni: a Colle della Torre 2.300 residenti aspettano ancora la strada. “Prima o poi ci scappa il morto”
Il Comitato Contrade Termoli Nord, attivo da 31 anni, sollecita la realizzazione della strada pedonale prevista dalle convenzioni urbanistiche per collegare Colle della Torre al mare. Oggi i residenti, soprattutto ragazzi e ciclisti, sono costretti a camminare tra le auto e con scarsa illuminazione: una situazione che, denunciano, espone a seri rischi per la sicurezza.
Da Colle della Torre il mare si vede benissimo. E il colpo d’occhio, soprattutto nelle belle giornate, è all’altezza del quartiere, il più panoramico della città di Termoli. Eppure proprio quel mare è ‘vietato’ per chi volesse raggiungerlo a piedi, senza essere costretto a prendere auto o scooter. Perché da Colle della Torre spostarsi a piedi è impossibile: non c’è una strada pedonale, non esiste un percorso che i pedoni possano utilizzare in sicurezza – e senza rischiare di essere falciati o urtati – per uscire dal quartiere residenziale.
Non è un problema di oggi, ma nonostante l’urbanizzazione ormai trentennale della ‘Beverly Hills’ di Termoli, la situazione non è mutata e la mancanza di una strada pedonale che colleghi il quartiere al mare e alla statale costituisce una delle maggiori criticità della zona, abitata da circa 2300 persone.
Che tuttavia corrono pericoli continui ogni qualvolta decidono di spostarsi a piedi e uscire a piedi dal quartiere. Da via Pascoli, la strada principale di Colle della Torre, l’Adriatico appare tra le colline e le case, e sotto si intravede la pista ciclabile che corre lungo la costa.
“In linea d’aria è tutto molto vicino, ma non si può uscire a piedi” commenta un residente di Colle della Torre, costruito negli anni con ville e villette, giardini curati e strade tranquille.

“Qui prima o poi succederà una disgrazia”, gli fa eco una donna, giovane madre. “I ragazzi scendono verso il mare a piedi o in bicicletta perché non tutti hanno lo scooter. Ma devono fare controsenso sulla strada o passare lungo la carreggiata. Non è possibile che un quartiere di oltre duemila persone non abbia una strada per scendere a piedi”.
Non esiste infatti un percorso continuo e soprattutto non esiste una strada pedonale. Così chi vive qui deve prendere l’auto o lo scooter. Oppure camminare lungo la strada, condividendo lo spazio con le auto. Di sera, quando la luce cala e l’illuminazione pubblica diventa più debole, i pericoli sono ancora più vistosi.
“Una sera, scendendo di notte, ho visto all’ultimo momento un ragazzo in bicicletta. Per miracolo non l’ho investito”, racconta la stessa residente. “Mi sono venuti i brividi. Qui si rischia davvero di investire qualcuno perché i pedoni non hanno un’alternativa”.
Il problema è noto da anni e al centro delle segnalazioni del Comitato Contrade Termoli Nord, una realtà civica storica della città che da 31 anni rappresenta i residenti delle contrade e dei quartieri della zona nord. Si tratta di un comitato che lavora in maniera armoniosa per l’interesse comune, resistendo in pace da tre decenni, e che ha recentemente rinnovato il proprio direttivo. Alla guida resta Giovanni Sallustio, affiancato da Giacomo Mascilongo, Andrea Sciarretta, Maria Longo, Camillo Cimini, Pasquale Di Lisa, Daniela Cimini, Marco Angiolillo, Nicola Limongi, Fabrizio Cartechini e Luca Cappella.
Nel corso degli anni il comitato ha seguito numerose questioni legate allo sviluppo del quartiere, dalla viabilità ai servizi. E proprio sul tema della mobilità pedonale oggi rilancia l’appello all’amministrazione comunale.
“Il collegamento pedonale verso il mare non è un capriccio dei residenti ma una necessità. Colle della Torre è un quartiere che esiste da oltre trent’anni e oggi conta circa oltre 2mila abitanti. Non è pensabile che una comunità così numerosa non abbia un accesso sicuro a piedi verso la costa” spiega il presidente del Comitato Giovanni Sallustio. “Il progetto per realizzare questa strada esiste già ed è previsto nelle convenzioni urbanistiche con le imprese che stanno costruendo nella zona”. Per questo il direttivo che rappresenta i cittadini chiede all’amministrazione comunale di Termoli di sollecitare i costruttori affinché l’opera venga realizzata nel più breve tempo possibile. “E’ un intervento semplice ma fondamentale per la sicurezza e la qualità della vita di chi vive qui”.

Il progetto della strada pedonale d’altronde esiste già. È previsto da tempo che da via Pascoli venga realizzato un collegamento che scenda verso il mare e si raccordi con la pista ciclabile all’altezza della Torretta. L’opera dovrebbe essere realizzata dalle imprese impegnate nelle nuove lottizzazioni della zona. In base alle convenzioni urbanistiche, infatti, i costruttori invece di versare al Comune le somme previste per le opere di urbanizzazione si sono impegnate a fare direttamente il collegamento pedonale.
Ma se i meccanismo è già definito, l’opera non è ancora partita. “Il problema è che non possiamo aspettare i tempi dei costruttori”, osserva un’altra residente. “Qui c’è chi sta costruendo nuove villette, ne dovrebbe fare decine e ne ha fatte solo una parte. Dobbiamo aspettare anni? Nel frattempo continuiamo a vivere senza un accesso sicuro al mare”.
Il quartiere è cresciuto molto negli ultimi anni e oggi conta una popolazione che supera quella di molti piccoli comuni del Molise. È inevitabile che una crescita così significativa renda ancora più evidente il bisogno di servizi e di spazi pubblici capaci di accompagnare lo sviluppo di questa parte della città.
In questo senso uno dei segnali più importanti è rappresentato dalla nuova scuola in costruzione nel quartiere, un intervento finanziato con fondi del Pnrr che dovrebbe ospitare un asilo nido e una scuola dell’infanzia e che, nelle prospettive future, potrebbe essere ampliato anche con una scuola primaria. Per molte famiglie di Colle della Torre si tratta di un’opera attesa da tempo, perché permetterà ai bambini di frequentare la scuola direttamente nel quartiere senza doversi spostare ogni giorno verso altre zone della città. Non solo un servizio educativo quindi, ma anche un luogo di incontro e di vita quotidiana capace di rafforzare il senso di comunità in un’area nata e cresciuta soprattutto come zona residenziale.
Proprio per questo i residenti seguono con attenzione l’andamento del cantiere e auspicano che i lavori possano procedere con maggiore speditezza, in modo da arrivare alla conclusione dell’opera nei tempi previsti. La nuova scuola è considerata da molti una delle infrastrutture più importanti per il futuro del quartiere: un presidio educativo ma anche un punto di riferimento per le famiglie, destinato a dare nuova vitalità a una zona che negli ultimi anni ha visto aumentare sensibilmente la popolazione. I residenti sperano dunque che il cantiere possa accelerare e che la struttura possa essere consegnata quanto prima alla comunità.
Accanto alla scuola restano però alcune carenze. A Colle della Torre, ad esempio, non esiste una chiesa, e secondo il comitato sarebbe importante realizzarla in un quartiere ormai così popoloso. Non solo per la funzione religiosa ma anche come luogo di aggregazione e socialità. “Stiamo pensando di procedere con una raccolta firme, la chiesa è importante per tutti noi anche dal punto di vista dell’aggregazione sociale oltre che religioso” chiarisce Sallustio. A Colle della Torre anche i servizi di prossimità sono pochi: nel quartiere esiste soltanto un bar e manca una farmacia. “Nessuno qua vuole che la zona resti un quartiere dormitorio” aggiungono dal bar, vero cuore sociale della zona.
“Abbiamo tanti problemi – racconta un avventore – come la presenza di cinghiali e fauna selvatica, che sempre più spesso si avvicinano alle zone abitate. Ma il nodo più urgente resta quello della mobilità pedonale, è su questo che chiediamo di accelerare e intervenire. Possibile che ci voglia tutto questo tempo? Aspettiamo da anni…”.
Perché a Colle della Torre il mare è lì, davanti agli occhi di tutti. Si vede dalle terrazze, dalle strade e dai giardini. Eppure, senza una strada sicura per raggiungerlo a piedi, continua a restare sorprendentemente lontano.





