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Omicidio di Sonia Di Pinto in Lussemburgo, confermati in appello i 30 anni per i due assassini

La Corte d’Appello del Lussemburgo ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per Abdou e Lamine, ritenuti responsabili dell’uccisione di Sonia Di Pinto, la 46enne originaria di Petacciato assassinata nell’aprile 2022 nel ristorante Vapiano di Kirchberg.

La decisione arriva al termine del secondo grado di giudizio e conferma integralmente l’impianto della sentenza di primo grado. Per i due imputati resta dunque la pena già stabilita, mentre non cambia la posizione del terzo uomo coinvolto, Edu, già assolto e ritenuto non imputabile in appello.

Secondo la ricostruzione processuale, Abdou e Lamine avevano agito durante una rapina, colpendo brutalmente la vittima e strangolandola per evitare che potesse riconoscerli, portando via circa 4mila euro tra contanti e buoni pasto.

Dalla famiglia arriva un commento che restituisce il senso di una giustizia percepita come incompleta. La madre, Antonietta Aiello, ha dichiarato: “Speravo qualcosa in più ma mi hanno detto che in Lussemburgo difficilmente danno oltre i 30 anni” ha dichiarato la donna che nei mesi scorsi aveva invocato l’ergastolo per gli assassini della figlia ed era anche andata a testimoniare in aula, nel mese scorso, durante il processo di appello, rifiutando le scuse dei due imputati. Entrambi avevano fatto ricorso alla Corte d’appello, chiedendo una riduzione della pena o un aumento della parte sospesa ma il giudice ha dato ragione alle tesi dell’accusa.

Sonia di Pinto memorial

Con la sentenza d’appello si chiude una dolorosa vicenda giudiziaria per la famiglia di Sonia e per la comunità di Petacciato, che ogni anno continua a ricordarla con un monumento a forma di cuore, luogo simbolo dove il 7 agosto – giorno del suo compleanno – si tiene un memorial in sua memoria.