Il documento, firmato (per ora) dai primi cittadini di Portocannone, Guglionesi, Montecilfone, San Giuliano del Sannio e Montenero di Bisaccia (vice sindaco), fotografa una situazione che – si legge – sta generando proteste diffuse nei Comuni. “È un dato di fatto che a causa dei diffusi aumenti tariffari e di fatture talvolta anche di qualche migliaio di euro, noi Sindaci siamo quotidianamente meta delle vibranti proteste da parte degli utenti del servizio”, scrivono. Un malcontento che, secondo i firmatari, rischia di trasformarsi in tensione sociale, anche per le difficoltà degli utenti a ottenere risposte dal gestore.
Bollette acqua, i sindaci si ribellano a Grim: “Aumenti sproporzionati, rischio tensione sociale”
3 marzo 2026 | 16:00
I sindaci dei Comuni soci della Grim si ribellano agli aumenti delle bollette dell’acqua, definendo “sproporzionati” gli incrementi tariffari registrati negli ultimi anni e denunciando disagi crescenti per le famiglie.
L’assemblea dei soci, riunita a Campobasso ieri 2 marzo con alcuni sindaci collegati on line, ha sottoscritto un testo in cui si parla di un servizio percepito come “più distante e meno efficiente” della società Gestione risorse idriche molisane, che da alcuni mesi ha assunto la gestione del servizio idrico integrato.
Nel mirino c’è la tariffa unica regionale, introdotta con l’obiettivo dichiarato di garantire una regia unitaria e maggiore efficienza. Secondo i sindaci, però, il risultato sarebbe opposto: “Oggi possiamo a ragion veduta affermare che tutti gli utenti stanno assistendo ad un servizio più distante, meno efficiente e con aumenti sproporzionati delle tariffe”.
Il testo entra nel dettaglio dei numeri. La media delle tariffe relative alle prime tre fasce di consumo sarebbe passata da 0,64 euro al metro cubo nel 2023 a 0,82 euro nel 2026, con un incremento complessivo di circa il 30% in tre anni, pari a un aumento medio annuo del 10%. Anche la quota fissa sarebbe salita da 19,00 euro a 22,53 euro. In molti Comuni, viene evidenziato, gli aumenti rispetto alla tariffa comunale del 2022 risultano “più che raddoppiati”.
I sindaci richiamano inoltre il Dpcm del 29 agosto 2016, che prevede una tariffa agevolata per il quantitativo minimo vitale e la gratuità per le utenze domestiche con documentato stato economico disagiato. Limitare l’accesso alla “fascia 1” fino a 60 metri cubi annui e non introdurre il “bonus sociale idrico”, si legge, rischia di determinare un incremento della morosità e di compromettere l’equilibrio economico-finanziario del gestore, oltre a gravare sulle famiglie più fragili.
Alla denuncia si affiancano richieste operative. I sindaci chiedono la revisione dei costi di gestione di Grim con un controllo più capillare sul territorio, la valutazione di un sistema di scaglioni tariffari legati al numero dei componenti del nucleo familiare o, in alternativa, l’ampliamento dei metri cubi previsti nella “fascia 1” con una riduzione dell’importo. Sollecitano inoltre il completamento della lettura digitale dei contatori, una fatturazione con cadenza trimestrale o quadrimestrale, piani di rateizzazione senza oneri aggiuntivi e la presenza periodica di personale Grim nei Comuni.
L’iniziativa dei sindaci arriva a pochi giorni dalle segnalazioni dell’Adoc Molise, che ha parlato di bollette multiple e conguagli ritenuti difficili da comprendere, con importi giudicati sproporzionati rispetto ai consumi storici. Un contesto che ora trova una presa di posizione istituzionale diretta da parte dei soci pubblici della società di gestione del servizio idrico.
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