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Sciopero giornalisti venerdì 27 marzo causa rinnovo contratto fermo dal 2016

Il 27 marzo i giornalisti italiani si fermano per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto nel 2016 e mai aggiornato. La mobilitazione coinvolge quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate online e radio e televisioni a diffusione nazionale che applicano il contratto Fnsi-Fieg.

Restano escluse dallo sciopero le tv private e le testate web locali, che adottano contratti diversi, pur sottoscritti dalla Federazione nazionale della stampa italiana.

Alla base della protesta c’è la mancata apertura degli editori della Fieg rispetto alle richieste avanzate al tavolo delle trattative. Le rivendicazioni riguardano sia i lavoratori dipendenti sia i giornalisti autonomi, per i quali viene indicata come prioritaria la definizione di un equo compenso. Sullo sfondo pesa anche il mancato adeguamento economico rispetto all’inflazione.

Il tema, spiegano i promotori della mobilitazione, riguarda direttamente la qualità dell’informazione. Il contratto nazionale viene considerato uno strumento essenziale per garantire un’informazione libera, autonoma e autorevole, mentre senza tutele adeguate cresce il rischio di un sistema dominato da contenuti non verificati o influenzati dai grandi operatori del web.

Tra le criticità segnalate dalla categoria ci sono anche le pressioni politiche e il fenomeno delle querele temerarie, con azioni legali che non comportano costi per chi le promuove anche in caso di esito negativo.

Per il Molise, la vertenza si intreccia con il tema della legge regionale sull’editoria, approvata nel 2015 e ritenuta oggi non più adeguata, con elementi che secondo gli operatori del settore richiedono una revisione.

Il quadro complessivo evidenzia una fase di difficoltà per il giornalismo professionale, indicato come componente essenziale di un sistema democratico e oggetto, secondo la categoria, di una tutela ancora insufficiente.