Sanità, Roberti e la ricetta dell’ottimismo: “Ai molisani dico: curatevi in Molise, la mobilità passiva ci danneggia”
Il presidente della Giunta regionale ritiene che esistano ancora margini di miglioramento per la riorganizzazione sanitaria: “Faremo osservazioni”. Roberti rivendica i risultati raggiunti e i 90 milioni “ottenuti assieme ad altri 20”. Positivo il giudizio sul trasferimento del Cardarelli all’ex Cattolica, “per avere un hub degno di questo nome”.
Il Piano operativo sanitario 2026-2028 è stato adottato dai commissari e inviato ai ministeri competenti. Mentre sul territorio si moltiplicano prese di posizione e timori per la riduzione di servizi, il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, sostiene che vi siano ancora spazi di intervento.
“Così come previsto, bisogna relazionarsi con i sindaci e con chi vive il territorio, soprattutto nelle aree interne. Faremo le nostre osservazioni, come Regione, ma anche attraverso il coinvolgimento diretto dei sindaci”, afferma a margine del Consiglio regionale di oggi, 3 marzo.
Emodinamica e punti nascita
I punti più controversi restano quelli legati all’emodinamica e ai punti nascita. “Sull’emodinamica abbiamo già rappresentato al Ministero che non si possono chiudere presidi che garantiscono interventi di medicina d’urgenza, vere e proprie prestazioni salvavita. Abbiamo portato le nostre considerazioni e in parte sono state recepite. Ora i tavoli tecnici diranno la loro e noi diremo la nostra”.
Per quanto riguarda i punti nascita, Roberti richiama il dibattito nazionale sul decreto ministeriale 70 e la soglia dei 500 parti annui. “Anche i presidenti delle regioni più grandi chiedono di rivedere quel parametro. Oggi si nasce di meno in Italia. Se il target verrà rivisitato, anche il Molise potrà continuare a difendere i propri punti nascita”.
Un passaggio che lascia però aperto il nodo delle decisioni immediate previste dal piano.
Il Caracciolo di Agnone
Sul futuro dell’ospedale di Agnone, destinato alla riconversione, il presidente indica come priorità il pronto soccorso. “Se l’ospedale diventa presidio di area disagiata, la prima cosa da fare è rafforzare il pronto soccorso. Bisogna trovare il personale, perché è il punto di accesso a qualunque servizio e a qualunque prestazione”.
Un tema che si intreccia con la più ampia questione della carenza di organici, riconosciuta dallo stesso presidente.
Il trasferimento del Cardarelli
Tra le operazioni considerate qualificanti c’è il trasferimento del Cardarelli nella struttura dell’ex Cattolica. “Agenas si è resa disponibile ad accompagnarci in questo percorso. Anche la proprietà dell’ex Cattolica è pronta a concedere gli spazi. Circa il 70% della struttura è stato realizzato e mai utilizzato. Oggi abbiamo la possibilità di avere un ospedale sicuro e moderno”.
Il cronoprogramma previsto nel piano, secondo Roberti, potrebbe essere anticipato. “È una questione di progettazione. Va realizzato un pronto soccorso, ma si tratta di opere che possono essere fatte in tempi rapidi”.
Le risorse e l’appello ai cittadini
Sul fronte finanziario, il presidente ribadisce che “abbiamo ottenuto i 90 milioni previsti e ulteriori 20 milioni”, risorse che serviranno anche a pagare fornitori in attesa da tempo. Roberti evidenzia inoltre la necessità di rivedere i meccanismi di rientro dal disavanzo sanitario, auspicando una dilazione su base quinquennale.
Quanto al clima di preoccupazione diffuso tra i cittadini, il presidente sottolinea che “non si risolve tutto con una bacchetta magica”, anche alla luce della carenza di medici che interessa l’intero Paese.
Poi l’invito diretto: “Abbiamo ristrutturato i tre ospedali, installato nuove risonanze magnetiche e angiografi. Ai molisani dico: curatevi in Molise. Se si continua ad andare fuori regione, la mobilità passiva continuerà a gravare sul bilancio e a sottrarre risorse al sistema sanitario regionale”.





