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San Martino in Pensilis, artificieri al lavoro per ricostruire le 3 esplosioni al Bancomat. Il sindaco: “In pochi minuti tutto distrutto”

Tre boati distinti alle 4.20, poi la fuga su un’Audi. Il bancomat della Bcc devastato nonostante la struttura blindata in cemento armato. Indagini in corso, acquisiti i filmati. Di Matteo: “Il danno più grande è alla comunità”.

Tre esplosioni, una dietro l’altra, hanno squarciato il silenzio della notte. Non il classico boato unico, ma tre colpi distinti che alle 4.20 di oggi, venerdì 20 marzo, hanno svegliato di soprassalto San Martino in Pensilis. È da questo dettaglio, anomalo rispetto ad altri episodi simili, che parte la ricostruzione dell’assalto al bancomat della Bcc  in viale Padre Pio, su cui ora indagano i carabinieri con il supporto degli artificieri arrivati da Pescara per analizzare il tipo di esplosivo utilizzato e la tecnica usata (probabilmente la solita ‘marmotta’).

Il colpo è stato messo a segno in pochi minuti. Secondo le prime informazioni sarebbero stati quattro i malviventi entrati in azione, riuscendo a piazzare le cariche e a far saltare lo sportello automatico prima di allontanarsi a bordo di un’Audi station wagon di colore scuro. Una fuga rapida, studiata, che ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite non solo nella zona dell’assalto ma sull’intero territorio comunale.

Le immagini raccontano con chiarezza la violenza dell’esplosione. Il bancomat si trova all’esterno della banca, all’interno di una struttura in cemento armato realizzata proprio per resistere a questo tipo di attacchi. Eppure, nonostante la solidità del manufatto, l’urto delle cariche ha sfondato completamente le aperture, divelto parti della muratura e lasciato segni evidenti su tutta la superficie. Le finestre che ospitavano lo sportello sono state letteralmente sventrate, con crepe profonde che attraversano i muri e cavi elettrici strappati e penzolanti.

A terra, intorno alla struttura, si vedono frammenti ovunque: pezzi di cemento, mattoni, vetri, componenti elettroniche e parti metalliche del bancomat proiettate a distanza. Anche sull’asfalto e sul marciapiede si notano detriti sparsi e segni dell’esplosione, mentre l’area è stata transennata con il nastro dei carabinieri. Nonostante la violenza del colpo, la struttura in cemento ha evitato conseguenze ancora più gravi, contenendo in parte l’onda d’urto.

assalto bancomat san martino in pensilis marzo 2026

Subito dopo le esplosioni, diversi residenti si sono affacciati alle finestre e qualcuno è sceso in strada, ancora sotto shock. In pochi minuti sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Larino e della stazione di San Martino in Pensilis, insieme alla scientifica, che ha eseguito i primi rilievi. Successivamente sono intervenuti anche gli artificieri, chiamati proprio per chiarire la natura delle tre detonazioni e capire se siano state utilizzate cariche diverse o sequenziali.

Non è ancora stato quantificato il bottino: sarà necessario verificare l’interno dell’istituto per capire quanto denaro sia stato effettivamente portato via. Ma il danno più evidente, sottolinea il sindaco Gianni Di Matteo, che è stato sul posto e sta seguendo le indagini come autorità civile, non è quello economico diretto. “Sembra quasi che questi colpi vengano fatti con una naturalezza disarmante. In pochi minuti si distrugge tutto e si porta via magari anche poco, perché non stiamo parlando di bancomat che contengono chissà quanto denaro. Ma quello che resta è il disagio materiale e l’impossibilità per i cittadini di prelevare quel poco contante che serve per le spese quotidiane”.

gianni di matteo

Un danno che colpisce una comunità già fragile sotto il profilo dei servizi. San Martino in Pensilis, infatti, è uno dei paesi che resistono alla desertificazione bancaria, dopo aver già perso in passato altri istituti, tra cui la Banca Toscana. “Registro un clima quasi di spudoratezza, di disinvoltura con la quale si fanno questi assalti esplosivi che lasciano un deserto nei nostri comuni”, prosegue il primo cittadino. “La mia impressione – ed è solo un’impressione – è che possa trattarsi delle stesse persone che lo scorso anno hanno tentato, e in parte raggiunto, l’obiettivo di far saltare in aria il bancomat, senza riuscirci completamente”.

Il riferimento è a una sequenza che, a San Martino in Pensilis, assume contorni quasi inquietanti. Tra l’8 e il 9 aprile 2025 lo stesso bancomat della Bcc era già stato preso di mira con la stessa tecnica, mentre il 7 aprile 2024 era stato fatto saltare il postamat dell’ufficio postale in corso Umberto I, a pochi passi dal municipio. Tre assalti in tre anni, sempre nello stesso periodo, con modalità analoghe.

Un fenomeno che non riguarda solo il paese ma che si inserisce in un quadro più ampio. Negli ultimi mesi il Basso Molise è stato colpito da episodi simili: il 28 febbraio a Guglionesi e il 3 marzo a Montenero di Bisaccia, sempre con la tecnica della “marmotta”. Colpi rapidi, mirati, spesso attribuiti a gruppi criminali organizzati provenienti dalla vicina Puglia, su cui negli anni si sono concentrate diverse indagini e arresti in tutto il Centro-Sud.

bancomat esploso san martino in pensilis

Intanto restano le macerie, i nastri dei carabinieri e un senso diffuso di vulnerabilità. Perché al di là del denaro sottratto, ogni esplosione lascia dietro di sé un vuoto più profondo: quello di servizi che scompaiono e di una comunità costretta, ancora una volta, a fare i conti con la prepotenza della criminalità organizzata.