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Referendum, Molise diviso: Campobasso, Termoli e Isernia spingono il No. Sorpresa a Riccia, a Venafro vince il SI

Scrutinio quasi concluso: nel Campobassano il “No” è nettamente avanti, mentre in provincia di Isernia il “Sì” mantiene un lieve vantaggio. I tre principali centri – Campobasso, Termoli e Isernia – premiano però il “No” con percentuali elevate. In controtendenza alcuni comuni come Riccia e Venafro, dove prevale il “Sì”, insieme ad altri centri dell’area interna.

In Molise lo scrutinio è ormai quasi concluso e restituisce un quadro a due velocità. In provincia di Campobasso il “No” è in netto vantaggio sul “Sì”, mentre in provincia di Isernia il “Sì” risulta in leggero vantaggio, delineando una spaccatura territoriale piuttosto evidente.

Fa eccezione però proprio il capoluogo pentro: a Isernia città il “No” prevale nettamente con una percentuale superiore al 53%, in controtendenza rispetto al dato provinciale.

Nel capoluogo di regione, Campobasso, si registra uno dei dati più significativi: il “No” supera il 60% dei consensi, ben oltre la media nazionale, confermando un orientamento omogeneo e marcato.

Non mancano però le sorprese. A Riccia il “Sì” è in vantaggio, seppur di poco, mentre il “Sì” prevale anche a Civitacampomarano e a Trivento, uno dei centri più popolosi. Lo stesso accade a Venafro, città dell’europarlamentare Aldo Patriciello, così come a Cercemaggiore, Sepino, Spinete e nel comune di Molise.

Nei centri più grandi della costa e del basso Molise il quadro torna a favore del “No”. A Termoli, quando lo spoglio è ormai alle battute finali, il “No” sfiora il 59%. A Larino, guidata dal sindaco e presidente della Provincia Pino Puchetti, il “No” è avanti con il 61% contro il 38%, quando manca una sola sezione.

Il “No” è nettamente avanti anche a Guglionesi, mentre a Montenero di Bisaccia lo scrutinio è concluso e vede prevalere il “No” con il 53,12%.

Il risultato regionale, dunque, si costruisce su un equilibrio complesso: il Campobassano traina il “No”, mentre l’Isernino resta più orientato verso il “Sì”, con significative eccezioni locali che rendono il quadro ancora in evoluzione.

La provincia di Isernia viaggia controcorrente con una prevalenza – seppure minima – del Sì (50,5% a oltre metà dello scrutinio). Un dato significativo è quello che arriva dal Comune di Venafro – patria dell’eurodeputato leghista Aldo Patriciello – dove i favorevoli alla riforma della magistratura sono in leggera maggioranza: 51% contro 49%.

Nel resto della regione invece, così come nel resto d’Italia, a circa il 60% dello scrutinio completato, il No prevale con oltre il 53% delle preferenze.

Qui gli aggiornamenti

Prima sezione a finire a Termoli è stata quella numero 3 del centro, allestita nella scuola Principe di Piemonte, la stessa dove vota il presidente della Regione ed ex sindaco Francesco Roberti.

Su 638 schede votate si registrano 633 voti validi: il “No” prevale con il 54,18% (343 voti), mentre il “Sì” si attesta al 45,82% (290 voti). Cinque le schede nulle.

Si tratta di uno dei primi dati ufficiali sul referendum 2026 legato alla separazione delle carriere dei magistrati.

Referendum Sezione 1

Per quanto riguarda i primi risultati dello scrutinio, con circa il 25% delle schede esaminate in Molise, il “No” è in vantaggio con il 52,61%, mentre il “Sì” si attesta al 47,39%. Si tratta di un dato ancora parziale ma già indicativo di una tendenza, in attesa che lo spoglio prosegua e consenta di definire con maggiore chiarezza l’esito complessivo della consultazione nella regione.

Referendum Sezione 3 principe di Piemonte

Scrutinio concluso a San Giacomo degli Schiavoni, uno dei comuni con l’affluenza più alta della regione. Nel centro guidato dal sindaco e senatore di Fratelli d’Italia Costanzo Della Porta, il “No” ha nettamente prevalso sul “Sì”: 440 le schede contrarie alla riforma della magistratura contro 265 favorevoli, con un risultato che vede il “No” quasi doppiare il “Sì”.

Referendum sezione 2 principe di Piemonte

Concluso anche lo spoglio nel comune montano di Capracotta, in provincia di Isernia, dove il “No” si impone con il 61%, confermando un orientamento netto degli elettori.

Terminate le operazioni di scrutinio anche a Palata, in provincia di Campobasso, dove il “No” prevale sul “Sì” con il 53% dei voti.

Si è chiuso lo spoglio anche nella sezione numero 1 di Termoli: qui il “No” ottiene 410 voti contro i 358 del “Sì”, risultando la scelta più votata.