Viadotto sulla SS16, tunnel e nuova stazione: come il raddoppio cambia la ferrovia tra Termoli e Campomarino
Tre grandi cantieri già visibili tra Termoli e Campomarino raccontano quasi come un rendering in continua evoluzione come sta prendendo forma il raddoppio ferroviario Termoli-Lesina, uno degli interventi più rilevanti sulla dorsale adriatica. Cantieri, piloni in costruzione e scavi nella collina raccontano come il raddoppio ferroviario non sarà soltanto un secondo binario accanto a quello esistente, ma un vero e proprio ridisegno della linea in uno dei tratti più delicati della dorsale adriatica.
L’opera serve a eliminare la storica strozzatura a binario unico tra Termoli e la Puglia, che da anni limita capacità e velocità della direttrice ferroviaria tra Pescara e Bari. Il progetto fa parte del corridoio adriatico Bologna-Bari-Lecce-Taranto, è finanziato anche con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prevede il completamento dell’intero intervento nel corso del 2028, come riportato sul sito ufficiale di Ferrovie dello Stato.
Per capire come cambierà la ferrovia basta osservare i tre principali cantieri attivi tra Termoli e Campomarino, che corrispondono ai punti chiave del nuovo tracciato.

Il primo si trova all’uscita del nucleo industriale di Termoli, poco prima dello svincolo della statale 16 in direzione Campomarino, dietro al vivaio Verde Molise. Qui si sta realizzando uno degli elementi più evidenti del progetto: un viadotto ferroviario che permetterà alla nuova linea di sovrappassare la statale per poi entrare nella galleria che attraverserà la collina di Campomarino. La nuova linea impegnerà il viadotto provenendo dalla stazione di Termoli seguendo inizialmente l’assetto attuale dei binari. Poco dopo si separerà però dalla linea storica attraverso un bivio: da una parte resterà la diramazione verso Campobasso, dall’altra il nuovo binario proseguirà verso sud secondo il nuovo tracciato

Il secondo cantiere si trova proprio ai piedi della collina di Campomarino, in una zona difficile da raggiungere se non attraverso una strada sterrata che si imbocca dalla statale 16 ter poco dopo l’attraversamento del fiume Biferno. Qui si trova l’imbocco nord del tunnel ferroviario.
La galleria, lunga circa un chilometro e mezzo, attraverserà la collina e collegherà direttamente questo punto con l’area più a sud, lungo la strada che conduce verso Nuova Cliternia.

Il terzo grande cantiere è infatti visibile lungo la statale 16 ter poco fuori dal centro abitato di Campomarino, sulla strada che porta a Nuova Cliternia. In questo punto i lavori sono evidenti su entrambi i lati della strada. Sul lato destro, andando verso Contrada Ramitelli, si trova l’imbocco sud della galleria ferroviaria in fase di scavo e già visibile. Sul lato sinistro sorgerà invece la nuova fermata ferroviaria di Campomarino con la relativa viabilità di accesso.

La nuova fermata sarà collocata all’imbocco sud del tunnel, adiacente alla carreggiata nord dell’autostrada A14. Il progetto prevede un edificio composto da due volumi architettonici asimmetrici, parcheggi e aree verdi.
La scelta di spostare qui la fermata è legata proprio al nuovo tracciato ferroviario. Con la realizzazione della linea interna l’attuale stazione di Campomarino lungo la costa verrà dismessa, perché la ferrovia non passerà più nel punto in cui si trova oggi.
Il nuovo tracciato, una volta superata la collina, proseguirà in affiancamento all’autostrada A14 per un lungo tratto verso sud, seguendo un corridoio infrastrutturale più interno rispetto alla linea costiera storica. La ferrovia continuerà a correre adiacente all’autostrada fino a ricongiungersi più avanti con la linea esistente dopo Marina di Chieuti, prima dell’area di Ripalta, dove è stato già realizzato un nuovo viadotto sul fiume Fortore.

L’ingegnere termolese Francesco Barile, esperto di infrastrutture di trasporto, sottolinea come il raddoppio consentirà di eliminare uno dei punti più critici della linea adriatica. “Tra Pescara e Bari esiste ancora una strozzatura proprio in questo tratto, dove la ferrovia è a binario unico. Il raddoppio permetterà di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza, aumentare la capacità della linea, migliorare la regolarità del traffico ferroviario”.
Secondo Barile le nuove infrastrutture ferroviarie permettono anche prestazioni più elevate rispetto alla linea storica. “Le linee di nuova costruzione sono progettate per permettere di raggiungere velocità molto elevate. Non si tratta di “Alta Velocità” in senso stretto, perché l’Alta Velocità è un sistema complesso che comprende anche le tecnologie di esercizio (in particolare sistemi specifici di segnalamento, sicurezza e gestione del traffico), ma queste infrastrutture possono comunque consentire velocità di esercizio intorno ai 200 chilometri orari”.
Il nuovo tracciato potrebbe avere effetti anche sul piano logistico. La vicinanza della linea ferroviaria al nucleo industriale di Termoli e alle principali infrastrutture viarie rende infatti possibile, in prospettiva e quindi al momento né progettato né cantierizzato, un collegamento più diretto con sistemi di trasporto merci e con eventuali piattaforme logistiche o interportuali.
Quando l’intervento sarà completato, la dorsale ferroviaria adriatica non avrà più interruzioni a binario unico lungo la costa molisana. Il tratto tra Termoli e la Puglia diventerà parte di una linea continua e più efficiente lungo tutto il corridoio ferroviario dell’Adriatico, con effetti sulla mobilità passeggeri ma anche sul trasporto delle merci tra nord e sud del Paese.
Resta invece ancora aperta la partita che riguarda la stazione di Termoli, dove il raddoppio ferroviario si intreccia con il tema della ricucitura urbana tra le due parti della città divise dalla ferrovia. Il confronto tra Comune e Ferrovie dello Stato è in corso e riguarda l’area tra viale Trieste e via Dante.
L’ipotesi di coprire integralmente i binari è stata valutata ma giudicata difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. Sul tavolo restano quindi soluzioni alternative, tra cui una copertura parziale architettonicamente integrata o nuove connessioni sopraelevate tra le due parti della città. Una decisione definitiva sulla tipologia di intervento è attesa nei prossimi mesi.






