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Lia Quartapelle al Festival del Sarà: geopolitica, cooperazione internazionale e diritti nel nuovo equilibrio globale

Roma, Camera di Commercio di Roma – Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, 11 marzo 2026

Nel pomeriggio dell’11 marzo 2026, la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano nella Camera di Commercio di Roma ospiterà una delle tappe più attese dell’XI edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, ideato e diretto da Antonello Barone. Dopo il primo appuntamento di Bergamo, il Festival prosegue il suo percorso nazionale di riflessione su “L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia”, interrogando esperti e protagonisti della scena istituzionale, politica e culturale italiana su come le grandi trasformazioni globali ridisegnino i rapporti di forza tra Stati, istituzioni e società.

Tra i relatori chiamati a intervenire figura Lia Quartapelle, parlamentare del Partito Democratico, membro della Camera dei Deputati e figura di rilievo nel dibattito italiano ed europeo sulle relazioni internazionali, cooperazione, diritti umani e sicurezza. Quartapelle sarà intervistata da Antonello Barone nel contesto di un confronto che mira a esplorare le implicazioni politiche e geopolitiche della supremazia nel mondo contemporaneo, con un particolare focus sulla cooperazione multilaterale e sui vincoli democratici nella politica estera.

La carriera di Quartapelle si è sviluppata su un terreno che intreccia competenza specialistica e impegno politico. Dopo aver conseguito una formazione accademica in economia, con master e dottorato in studi internazionali, ha lavorato come economista nello sviluppo internazionale e come ricercatrice presso istituti di politica internazionale. Eletta per la prima volta alla Camera nel 2013, è oggi una delle voci più attive nel dibattito sulla politica estera italiana, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari, e vicepresidente della stessa dal 2022. Nel corso della sua attività parlamentare si è occupata di diritti umani, cooperazione allo sviluppo, agende internazionali e relazioni europee.

L’intervento di Lia Quartapelle al Festival del Sarà si inserisce in un contesto in cui il concetto di supremazia si fa multidimensionale: non più soltanto competizione tra Stati per risorse o capacità militari, ma anche capacità di costruire alleanze, governare processi globali e promuovere norme condivise. Quartapelle, con la sua esperienza nella diplomazia parlamentare e nei rapporti con organismi multilaterali, può contribuire a interrogarsi su come l’Italia e l’Unione Europea stiano affrontando le nuove tensioni internazionali, bilanciando interessi strategici e protezione dei diritti universali.

Nel dialogo con Barone emergerà molto probabilmente la necessità di una visione politica che coniughi sicurezza e cooperazione: a fronte di rivalità globali – tra grandi potenze, ma anche tra blocchi regionali – la narrazione dominante della supremazia non può ridursi alla mera competizione. Serve, secondo molti osservatori come Quartapelle, una politica estera che sappia mantenere l’equilibrio tra posti di forza e impegni multilaterali, tra tutela degli interessi nazionali e responsabilità verso le comunità più vulnerabili.

Questo tema si intreccia con altre aree d’impegno della deputata, come la promozione dei diritti umani e delle pari opportunità, la cooperazione allo sviluppo e l’impegno sul piano europeo per una politica estera che ponga al centro anche la dimensione umanitaria e sociale delle relazioni internazionali. In un’epoca in cui la supremazia può essere declinata come capacità di leadership normativa e morale, Quartapelle rappresenta una voce che pone l’accento sull’importanza di valori e principi oltre alla sola influenza geopolitica.

L’appuntamento romano del Festival del Sarà offre quindi l’opportunità di un confronto che va oltre l’analisi tecnica e strategica, per interrogarsi sulle responsabilità politiche e civili nella costruzione di un ordine internazionale più equo e sostenibile. In questo senso, l’esperienza e il profilo di Lia Quartapelle possono aiutare il pubblico presente e virtuale a comprendere come le sfide della supremazia globale richiedano non solo strumenti di potere, ma anche visioni di lungo periodo che sappiano coniugare equilibri geopolitici con diritti, cooperazione e democrazia.