Tribunale di Campobasso
|Processo “Memory”, ancora un rinvio per l’udienza preliminare: si torna in aula il 21 maggio
Nuovo slittamento per il procedimento della DDA di Campobasso che coinvolge 44 imputati tra cui il presidente della Regione Molise Francesco Roberti. Anche l’udienza del 12 marzo è saltata per problemi di notifica e impedimenti legali.
Ancora un nulla di fatto per l’udienza preliminare della maxi inchiesta “Memory” della Direzione distrettuale antimafia di Campobasso su rifiuti e corruzione, che vede tra i 44 imputati anche il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti.
L’udienza fissata per oggi, 12 marzo, davanti alla giudice per l’udienza preliminare Silvia Lubrano è stata nuovamente rinviata. Come già accaduto il 22 gennaio scorso, anche questa volta il procedimento non è entrato nel vivo a causa di alcune notifiche non perfezionate e di un legittimo impedimento di uno dei difensori.
La giudice ha disposto il rinvio delle parti al 21 maggio prossimo, data in cui si tenterà nuovamente di aprire la fase preliminare del procedimento. Resta già fissata, come da calendario stabilito a gennaio, anche un’ulteriore udienza per il 9 luglio.
Il procedimento riguarda l’inchiesta “Memory” coordinata dalla DDA di Campobasso, una delle indagini più vaste mai istruite in Molise dalla magistratura antimafia e che coinvolge complessivamente 44 imputati.
A Roberti la Procura contesta il concorso in corruzione per l’esercizio della funzione in relazione al periodo compreso tra il 2020 e il 2023, quando ricopriva contemporaneamente gli incarichi di sindaco di Termoli, presidente della Provincia di Campobasso e componente del Consiglio generale del Cosib. Secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe messo a disposizione la propria funzione pubblica nell’ambito di un presunto sistema corruttivo finalizzato a favorire appalti e autorizzazioni amministrative, in particolare nei rapporti con società operanti nel settore dei rifiuti.
La posizione del governatore, già chiarita al termine delle indagini nel febbraio 2025, è distinta dalle contestazioni di stampo mafioso mosse ad altri indagati e riguarda un filone autonomo dell’inchiesta legato ai rapporti con la società Energia Pulita Srl, attiva nel trattamento dei rifiuti nel nucleo industriale di Termoli.
Secondo la ricostruzione della Procura, Roberti avrebbe favorito alcune imprese attraverso iter amministrativi agevolati e procedimenti autorizzativi tra il 2020 e il 2023 in cambio di utilità personali, tra cui incarichi professionali e rapporti di lavoro che avrebbero coinvolto anche la moglie, tecnico ambientale, imputata per concorso in corruzione.

Accanto al filone corruttivo, l’inchiesta “Memory” ricostruisce un più ampio presunto sistema criminale tra Molise e Puglia con traffici illeciti di rifiuti, spaccio di droga, estorsioni e usura aggravate dal metodo mafioso, con collegamenti con ambienti della Società Foggiana.
L’udienza preliminare dovrà stabilire se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti dei 44 imputati. Per il Molise si tratta di uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni, sia per l’ampiezza delle contestazioni sia per il coinvolgimento di figure istituzionali di primo piano.


