Violenza contro le donne
|Perseguita la ex moglie e viola il divieto 300 volte in 2 mesi: allontanato da Campobasso
L’uomo, 46 anni, era già sottoposto al divieto di avvicinamento alla donna per atti persecutori. Il braccialetto elettronico ha registrato quasi 300 violazioni della distanza di sicurezza in due mesi. Il gip ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Campobasso.
Quasi trecento violazioni in appena due mesi. È il dato che emerge dall’indagine che ha portato all’adozione di una nuova misura cautelare nei confronti di un uomo di 46 anni residente a Campobasso, accusato di aver continuato a perseguitare la ex moglie nonostante i provvedimenti già disposti dall’autorità giudiziaria.
La misura del divieto di dimora nel Comune di Campobasso è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Toro nella mattinata del 28 febbraio, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo e su richiesta della Procura della Repubblica.
L’uomo era già stato destinatario, nel novembre scorso, di un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla donna e ai suoi familiari, dopo le accuse di lesioni personali e atti persecutori aggravati nei confronti della coniuge convivente. Un primo tentativo di fermare una situazione che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non si sarebbe però mai davvero interrotta.
Le indagini raccontano di continue intimidazioni e minacce di morte rivolte alla donna e di una lunga serie di violazioni delle prescrizioni imposte dal giudice. A registrarle è stato il sistema di controllo elettronico: il braccialetto applicato all’indagato avrebbe segnalato quasi 300 violazioni della distanza di sicurezza in appena due mesi.
Un numero che ha convinto il giudice a inasprire la misura cautelare già in vigore. Da qui la decisione di vietare all’uomo la permanenza nel territorio comunale di Campobasso, con l’obiettivo di rafforzare la protezione della vittima e impedire nuovi contatti o tentativi di avvicinamento.
L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso.


