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“Oggi è una bella giornata: Antonia va via sulle sue gambe”. La 17enne sopravvissuta alla strage di Paupisi torna a casa

Dimessa dal Neuromed di Pozzilli la 17enne ferita gravemente dal padre nella tragedia familiare del 30 settembre. Il direttore sanitario Fulvio Aloj: “Vederla uscire con le sue gambe ripaga tutte le paure vissute nella fase acuta”. Il paese la accoglie con un abbraccio dopo mesi di attesa, speranza e riabilitazione.

“Oggi è una bella giornata: vedere Antonia che va via dal Neuromed con le sue gambe ci ripaga di tutte le ansie, delle paure e delle preoccupazioni che abbiamo avuto durante il primo periodo della degenza”.

La frase è di Fulvio Aloj, direttore sanitario dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, e racconta meglio di qualsiasi bollettino medico la notizia arrivata oggi: Antonia Ocone è tornata a casa. La ragazza di Paupisi, oggi 17 anni, è la sopravvissuta della strage familiare che lo scorso 30 settembre sconvolse il piccolo centro del Beneventano.

Dopo sei mesi trascorsi tra terapia intensiva e riabilitazione nell’istituto molisano, la giovane ha lasciato l’ospedale camminando, seppure con fatica, e riuscendo a comunicare con chi le sta accanto. Un traguardo che solo poche settimane dopo l’aggressione sembrava quasi impossibile.

Antonia Ocone

Per i medici del Neuromed il momento delle dimissioni è stato carico di emozione. “Devo ringraziare tutti i colleghi che hanno partecipato a questa situazione così triste per arrivare a questo risultato – ha detto Aloj – i colleghi della terapia intensiva, i neurochirurghi e soprattutto quelli della neuroriabilitazione che l’hanno seguita più a lungo”.

Durante i mesi di ricovero si è creato anche un legame umano forte tra la ragazza, i familiari e l’équipe sanitaria. “Si è stabilito quasi un rapporto di tipo familiare – ha aggiunto il direttore sanitario – la stessa paziente e la zia hanno pianto dicendo che dispiaceva andare via. Ma buon per lei che è andata via e noi le auguriamo veramente tutto il bene”.

Il ritorno a Paupisi è stato accompagnato da un abbraccio collettivo. Il paese che per mesi ha seguito con apprensione ogni notizia sul suo stato di salute ha voluto accoglierla simbolicamente nel giorno del rientro. Il sindaco Salvatore Coletta lo ha raccontato con un messaggio pubblico: “Dopo sei lunghi mesi di paura, di attesa e di speranza, Antonia è finalmente tornata a casa. Una ragazza che ha lottato con una forza straordinaria”.

In questi mesi la comunità ha seguito passo dopo passo il suo percorso: dal risveglio dal coma ai primi segnali di miglioramento, fino alla lunga fase di riabilitazione. Oggi quella speranza è diventata realtà.

La storia di Antonia è inseparabile dalla tragedia che ha distrutto la sua famiglia.

La mattina del 30 settembre 2025 Paupisi si svegliò con una notizia destinata a fare il giro del Paese. Nella loro abitazione furono uccisi Elisabetta Polcino, la madre, e Cosimo, il fratello di 15 anni. A colpirli fu il padre, Salvatore Ocone, 58 anni. La violenza non risparmiò neppure Antonia, che venne colpita gravemente alla testa mentre dormiva.

Dopo l’aggressione l’uomo caricò i figli in auto e si allontanò. La macchina venne poi individuata nelle campagne tra Mirabello e Ferrazzano, in Molise. Dentro c’era Cosimo ormai senza vita. Accanto a lui Antonia, agonizzante ma ancora viva. Fu trasferita d’urgenza al Neuromed di Pozzilli, dove i medici la sottoposero a interventi e cure immediate per salvare la vita.

Per giorni e giorni la sua condizione rimase appesa a un filo. A fine ottobre arrivarono i primi segnali di speranza: respirava spontaneamente, i parametri vitali erano stabili e comparivano i primi segni di risveglio, anche se con deficit motori sul lato destro del corpo. Da quel momento è iniziato un lungo lavoro di riabilitazione, fatto di piccoli progressi quotidiani.

Oggi quel percorso segna una tappa importante: il ritorno a casa. Non è la fine della strada, ma è il primo passo verso una nuova vita. E per un paese intero, che per mesi ha pregato e sperato per lei, è davvero “una bella giornata”.