Michele, blogger e scrittore termolese d’adozione: in libreria il secondo libro a metà tra un giallo e un romanzo
Il professore di lettere cresciuto a Termoli, dove ha frequentato le scuole, è tornato in libreria con il secondo romanzo “La curvatura dell’orizzonte”, una storia appassionante e avvincente, dove non manca un mistero da svelare nella Sicilia degli anni ’90 in cui c’è anche un po’ della città adriatica dove è cresciuto
Il professore, blogger e scrittore Michele Del Vecchio é cresciuto e torna in libreria con una nuova storia avvincente e interessante che ha dentro anche un po’ di Termoli. La città dove ha vissuto per tanti anni, si è formato al liceo Classico Perrotta e dove torna sopratutto in estate per le vacanze e per salutare una parte della sua famiglia e i suoi amici.
“La curvatura dell’orizzonte” è il suo secondo e più recente romanzo, uscito il 16 gennaio scorso e già presentato in appuntamenti di ampio respiro e in luoghi che della cultura e della presentazione di libri sono il cuore: prima nella libreria Verso a Milano e poi, qualche giorno fa, la Feltrinelli di Piazza CLN a Torino.

Per Michele Del Vecchio è un ritorno alla scrittura, dopo il romanzo d’esordio “Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe”.
Quello era stato distribuito con il crowdfunding, una raccolta e una colletta che gli avevano permesso di vendere tante copie, questo invece è passato per una casa editrice, Nutrimenti di Roma, che ha aiutato e guidato Michele per portare fuori dal cassetto il suo nuovo testo e inserirlo nella collana Greenwich, con cui é arrivato al Festival Letterario Neri Pozza tra i dodici finalisti .

“Ho imparato ad aspettare – confessa al telefono mentre è a Torino dove insegna Lettere in un Liceo dal 2022 – poi quando è arrivata l’opportunità mi sono riappropriato della storia, era stampata e chiusa davvero in un cassetto perché l’avevo scritta anni fa, l’ho ripresa dopo 14 anni e l’ho corretta su carta perché così mi piace lavorare. Loro erano in cerca di nuove voci della narrativa italiana e dopo che lo hanno letto un anno e mezzo fa abbiamo iniziato a lavorare per pubblicarlo”.
Nell’Italia degli anni ‘90, su un’isola minore al largo della Sicilia, Leda di 13 anni gioca con gli amici al mare quando insieme trovano una ragazza che chiameranno Marina, perché viene dal mare, e cercheranno in tutti i modi di capire da dove provenga. “É una storia che da ragazzino avrei voluto leggere, tra realismo e immaginazione, con un finale che il lettore non si aspetta e con una trama con un ricco intreccio, dinamiche diverse e colpi di scena che portano i personaggi ad una crescita, che si intreccia al giallo e al romanzo di formazione. La narratrice è molto forte, più forte e testarda di me”.
La sua passione per la scrittura si è concretizzata anche in un blog, Diario di una dipendenza,nato nel 2012 e da allora sempre più ricco e vivo di consigli di lettura, idee, condivisioni e spunti da riprendere e da donare ai tantissimi seguaci che nel tempo ha conquistato con con la sua penna con cui riesce a farti appassionare a un libro e a incuriosirti, grazie alla sua analisi personale ma sempre tanto originale e precisa.

Ora con questo nuovo libro torna a pubblicare e a presentare il suo romanzo in contesti nuovi, ma molto stimolanti, “le presentazioni sono andate molto bene, all’inizio ero un po’ in imbarazzo ma poi è andata meglio, quando parlo del mio libro riesco a rilassarmi”.

In questo libro c’è anche un po’ di Termoli, “una scena si svolge durante la festa del santo patrono, credo proprio che questo mi sia nato dall’influenza che Termoli ha avuto su di me”. Ora che a Torino ha trovato la sua dimensione e il suo equilibrio, il pensiero a Termoli é sempre presente, “mi manca il mare, ma quando posso scappo in Liguria, e in estate torno in Molise, sono nato su un’isola e non posso di certo cancellare il mio legame con il mare”.
“Da quando il libro è uscito sto ricevendo tanto affetto, mi ha contattato una libreria di Cagliari che mi ha rivelato di averlo scelto come libro del mese e questo mi ha fatto piacere, mi sono emozionato perché mi stupisce sapere che il mio libro è stato letto in Sardegna, mi rende felice”.
E visto che c’è anche un po’ di Termoli, tra i suoi progetti c’è anche quello di tornare in città in estate e presentarlo ai suoi lettori molisani, “mi piacerebbe tanto, cercherò di organizzarmi per farlo conoscere anche lì”.


