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Meloni, Trump, Delmastro, Bortolozzi, Tajani, Gasparri …..te ne devi annà!

La prossima testa a cadere sarà quella del Ministro degli esteri Antonio Tajani, oramai in rotta di collisione con la “cabina di regia” di Forza Italia

In stretto dialetto romanesco, io parlo solo il dialetto campobassano e per scrivere questo ho dovuto consultare wikipedia, comunque “chi la dura la vince” ed io ho vinto e quindi scritto. Ma veniamo A NOI e parliamo di quello che è successo nei palazzi romani lunedì 23 marzo u.s. (come scrivono i ragionieri e periti commerciali nelle loro lettere) dalle ore 15 quando sono stati diffusi i primi exit poll sul referendum. Immediatamente, come abbiamo visto dopo, le agenzie avevano  il risultato giusto, ma a Palazzo Chigi speravano in un non ci hanno “coito” (in dialetto molisano “cuote”, preso) e quindi sono rimasti calmi, ma la mente, della Meloni, ha iniziato a tirare fuori tutti quei brutti pensieri che aveva messo da parte durante la campagna elettorale. Giusto per fare qualche esempio: la magistratura è plotone di esecuzione, della riforma della magistratura se ne avvarrà anche la Schlein quando sarà a capo del Governo, e tante altre “amenità” che avevano reso la campagna elettorale colorata di cosa e di quale colore non si sa, ma colorata.

La campagna elettorale, a proposito, è servita anche come arma di distruzione di massa nei confronti della guerra scatenata da (tale) Donald Trump che si è messo a correre dietro alle atomiche che potrebbe produrre ed usare l’Iran, ma che nulla fa con le atomiche in possesso della Corea del Nord che credo siano più pericolose. Un avventato presidente statunitense che bombarda l’Iran non considerando la possibilità che l’Iran, per ritorsione, potesse bloccare in vario modo, siamo in guerra, il golfo di Hormuz facendo patire la sete petrolifera a tre quarti del mondo, ma  non agli USA che in petrolio lo hanno. Poco importa se nel resto del mondo il petrolio ha superato il prezzo di cento dollari a barile, poco importa se in qualche nazione già si parla di razionamento di carburanti, il governo USA “doveva” bloccare il pericolo “mondiale” (tra virgolette perché è un pericolo principalmente di Israele). Giusto per mettere a frutto il mio titolo di studio (ragioniere e Perito Commerciale) ho riscontrato di come il prezzo del carburante sia cresciuto del 31% nel corso degli ultimi quaranta giorni con impressionante ricaduta su beni e servizi che viaggiano necessariamente su  e per gomma nell’italica penisola bagnata per tre lati (perciò penisola) dal mare ma che ha sfruttato sempre il trasporto su gomma e non su rotaia o su mare per fare, poi, in modo che gli eredi di Gianni Agnelli potessero turlupinare la propri madre con la successione dell’Avvocato, ma questa è una mia idea.

Tornando a Bomba, ed al titolo, la Meloni quando incollata al televisore ha “scoperto” i dati del referendum ha realizzato che tutte la magagne del suo Governo erano venute a galla. La gente, finita la fase di popolo beota, non era riuscita a sopportare i vari Delmastro, Nordio, Bartolozzi, Tajani, Lollobrigida, Salvini ecc. ma aveva preso coscienza della realtà, drammatica, della politica italiana ed aveva votato un “no” che era, praticamente, come la paletta alzata della pattuglia delle Forze dell’Ordine ad un post di blocco.  Ah: secondo me per Tajani, Lollobrigida e Salvini è solo questione di tempo ed anche loro sentiranno. “te ne devi annà!”.

Poi abbiamo anche il senatore Gasparri immediatamente silurato dalla “deux ex machina” di Forza Italia “tale” Marina Berlusconi, figlia di cotante padre. Dopo il secco NO del referendum anche in Forza Italia si son mosse le acque in maniera tempestosa. La figlia del “presidente eterno” (modello Corea del Nord) indispettita ma irritata del risultato del referendum, forte del fatto che solo nel 2025 la famiglia Berlusconi abbia donato a Forza Italia due milioni di euro per stabilirne la stabilità economica, e come si dice dalle parti nostre “vige l’articolo quaranta: che te’ mmane cummanna!”,  ha avocato a sé tutti i poteri ed ha stabilito che: meglio la Craxi perché il padre era amico di papà … normalmente si chiama dinastia reale, ma siamo ancora repubblica e quindi è peggio. Ma “tirem innanz” come disse Amatore Sciesa ai militi austriaci che lo stavano portando alla fucilazione, ed immaginiamo le prossime misure di questo Governo. Solo immaginiamo.

La prossima testa a cadere sarà quella del Ministro degli esteri Antonio Tajani, oramai in rotta di collisione con la “cabina di regia” di Forza Italia e che si dimetterà sia da segretario di Forza Italia che da Ministro degli Esteri questo per volere della famiglia Berlusconi in persona di Marina. Nordio non è più nelle grazie della Meloni che, però, non sa come disfarsene, Salvini cammina sul filo del rasoio in considerazione della base del suo partito che praticamente lo “schifa”. Credo che se riuscirà a non aprir bocca ed a passare inosservato l’unico a salvarsi potrà essere il ministro dell’agricoltura tale Lollobrigida, che niente ha a che fare con la mitica Gina, e meno male per la Gina.

“Sic stantibus rebus”,  parafrasiamo un detto comune con: il mondo è bello perché è avariato. Quindi gentilissima Presidente del Consiglio c’era bisogno della vittoria del “NO” al referendum per scoprire il peso specifico dei componenti di questo Governo?

Forse ho scritto troppo, ma se sei arrivato sino a qua vuol dire che ti è piaciuto, quindi con affetto e stima statevi arrivederci.