Logo
Lorena Stella Martini al Festival del Sarà: le politiche energetiche tra urgenza climatica e realpolitik

Al Festival del Sarà in Biennale Tecnologia, una voce che porta la complessità della transizione ecologica nel dibattito sulla supremazia energetica globale

Esiste una tensione profonda, e spesso rimossa dal dibattito pubblico, tra l’urgenza climatica e la realpolitik dell’energia. Da un lato, gli accordi internazionali spingono verso una transizione rapida verso le fonti rinnovabili; dall’altro, le crisi geopolitiche degli ultimi anni — dalla guerra in Ucraina alla destabilizzazione del Medio Oriente — ricordano brutalmente che l’energia non è solo un problema di emissioni di CO₂, ma di potere, sicurezza, dipendenza e sovranità.

È in questo spazio di tensione che si colloca il contributo di Lorena Stella Martini al primo panel del Festival del Sarà a Torino. La sua prospettiva sulle politiche energetiche porta al dibattito una dimensione che completa quella tecnica di Giuseppe Zollino e quella infrastrutturale di Giuseppe Argirò: la dimensione delle scelte politiche, degli interessi in gioco, delle asimmetrie che la transizione energetica rischia di creare tra paesi ricchi e paesi poveri, tra grandi potenze tecnologiche e nazioni dipendenti dall’importazione.

Il panel ‘Energia, la fonte suprema del potere’ intende mettere sul tavolo una domanda che raramente viene posta con questa franchezza: la corsa alle rinnovabili è davvero una democratizzazione dell’energia, o rischia di creare nuove forme di dipendenza? Chi produce i pannelli solari? Chi controlla le catene del litio, del cobalto, delle terre rare necessarie per le batterie? E chi, nel nuovo ordine energetico che si sta costruendo, sarà nella posizione di imporre le proprie condizioni e chi sarà costretto ad accettarle?

Queste domande non sono solo accademiche. Sono le domande che i governi europei stanno ponendosi mentre cercano di costruire una politica energetica comune in un momento in cui l’unità dell’Unione Europea è messa alla prova da interessi nazionali divergenti, da pressioni americane e da lusinghe cinesi. Stella Martini porta a Torino la mappa di questa complessità, con gli strumenti di chi conosce i meccanismi di costruzione delle politiche pubbliche dall’interno.