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L’opposizione: “Verde pubblico senza programmazione, il Vallone della Terra è abbandonato”

Il Vallone della Terra in stato di abbandono e una gestione del verde pubblico ritenuta insufficiente. È la denuncia del gruppo di opposizione di Larino, che torna a chiedere una programmazione strutturata degli interventi.

Il verde pubblico ha bisogno di una programmazione sistematica”, afferma la minoranza, puntando l’attenzione su una delle aree più significative del territorio, riqualificata nel 2015 con un percorso naturalistico di circa un chilometro, il Parco delle Tre Fonti e un campetto dedicato a due giovani del paese.

Secondo l’opposizione, nonostante segnalazioni e interrogazioni, la situazione non è cambiata: “La zona versa ancora in uno stato di degrado che la rende totalmente impraticabile”.

Nel mirino anche le dichiarazioni rese in Consiglio comunale nel giugno 2025 dall’assessore Angela Vitiello, che aveva parlato di un progetto di rilancio dell’area. Per la minoranza, però, “si trattava di un’idea progettuale, non di un progetto concreto, perché ad oggi il sito presenta le problematiche di sempre, con la vegetazione che ormai sovrasta tutto”.

La critica si estende all’intero sistema di gestione del verde: “La verità è che la gestione del verde pubblico presenta molte criticità, visibili in tutto il paese”.

Da qui la proposta: dotarsi di un Piano del verde urbano, con censimento delle aree, mappatura digitale e programmazione degli interventi. “Serve uno strumento che permetta manutenzione programmata, potature, sfalci e controllo delle piante in modo mirato”, sottolinea l’opposizione.

Secondo la minoranza, una pianificazione efficiente consentirebbe di ridurre i costi straordinari e prevenire situazioni di rischio, oltre a migliorare la qualità della vita.

Mantenere un paese ordinato e pulito non è solo una questione estetica, ma una base ecologica fondamentale”, aggiungono, richiamando anche il tema del cambiamento climatico e il ruolo del verde urbano.

Infine l’affondo politico: “Si spendono circa 140mila euro l’anno di risorse pubbliche senza ottenere risultati ottimali”.

E la conclusione è un invito all’amministrazione: “Lavorare significa anche pianificare e trovare soluzioni concrete per superare le situazioni di stallo”.