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Industria e lavoro, Fanelli (Pd): “Cabina di regia utile ma in ritardo di due anni e mezzo”

La consigliera Pd commenta la delibera regionale che istituisce il nuovo organismo di coordinamento: “Serve integrare politiche industriali e lavoro”. Il riferimento alla crisi Stellantis e ai 26 licenziamenti alla Del Giudice.

La nuova Cabina di regia regionale su industria e lavoro è “un passo avanti necessario”, ma arriva “con due anni e mezzo di ritardo” e nel pieno di una crisi industriale che in Molise resta aperta su più fronti. È la posizione della consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli sulla delibera di Giunta numero 76 del 23 marzo 2026, con cui l’esecutivo ha istituito il nuovo organismo di coordinamento.

Per Fanelli il nodo è soprattutto temporale, ma anche di impostazione. “Rappresenta un passo avanti necessario, ma che arriva con un ritardo di due anni e mezzo rispetto all’inizio della legislatura e nel pieno di una crisi industriale senza precedenti per il Molise”. Un ritardo che, secondo la consigliera dem, si innesta su un errore di fondo che ha caratterizzato finora l’azione regionale. “Questa nuova struttura nasce con l’obiettivo fondamentale di superare quell’errore ontologico che ha visto finora le politiche industriali e del lavoro viaggiare su binari separati”.
Nel mirino, quindi, la mancanza di coordinamento tra assessorati. “Affidate ad assessorati che non comunicavano tra loro, impedendo una visione d’insieme“. Da qui la necessità di uno strumento capace di mettere ordine e costruire un indirizzo unitario. “I documenti ufficiali confermano che la Cabina di regia dovrà finalmente garantire l’unitarietà di indirizzo e la coerenza tra le diverse linee d’azione, permettendo un’integrazione reale tra i fondi Fesr e Fse che finora è mancata”.

Un passaggio chiave riguarda l’Unità di crisi prevista all’interno della nuova struttura, che avrà il compito di seguire le vertenze industriali più complesse. “Avrà il compito di monitorare costantemente le crisi aziendali come quella della Stellantis e di gestire i tavoli di confronto e coprogettazione tra istituzioni, parti sociali e soggetti tecnici, per definire strategie di rilancio che non siano solo emergenziali”.
Ma il giudizio resta sospeso all’efficacia concreta dello strumento. “La sfida ora è passare dalle delibere ai fatti”, avverte Fanelli, chiedendo che il coordinamento annunciato si traduca in interventi reali per il sistema produttivo regionale. E rilancia anche sul piano del controllo politico: “Con l’auspicio di riferire tempestivamente nella Commissione consiliare competente esiti e lavori in corso”.

Nel ragionamento della consigliera Pd entra anche un riferimento diretto alla crisi della Del Giudice, dove “sono stati confermati 26 licenziamenti dopo la soppressione della Centrale del Latte“, a dimostrazione, sottolinea, di quanto sia urgente passare da strumenti sulla carta a misure operative.
Da qui la chiusura, che resta tra cautela e auspicio: “Speriamo che questo nuovo strumento sia davvero efficace nel ricucire un dialogo finora assente tra i vari settori dell’amministrazione e nel mettere a sistema le risorse disponibili, per evitare che il tempo perso fin qui pesi ulteriormente sul futuro economico del territorio“.