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In provincia di Campobasso 60 nuovi parchi eolici: 600 torri alte oltre 200 metri

Il caso Sant’Elia a Pianisi riaccende il dibattito sulle rinnovabili in Molise. I cittadini parlano di rischio “effetto selva”, l’assessore Di Lucente: “La legge serve proprio a mettere regole e fermare lo sviluppo senza controllo”.

Sessanta nuovi progetti eolici in valutazione e circa seicento torri previste. Sono i numeri che stanno alimentando il dibattito sulle energie rinnovabili in Molise e che hanno spinto il comitato di cittadini contro l’eolico e il fotovoltaico “selvaggi” di Sant’Elia a Pianisi a lanciare un nuovo allarme.

Il Comitato rilancia i dati disponibili presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che mostrano una pressione crescente sul territorio regionale. Tutti i progetti attualmente in esame sarebbero localizzati nella provincia di Campobasso e prevederebbero torri eoliche con altezze superiori ai 200 metri, quasi tre volte più alte rispetto alle oltre 360 pale già presenti in Molise.

Uno dei territori maggiormente interessati dalle nuove richieste è proprio quello di Sant’Elia a Pianisi. Qui risultano previsti sei diversi interventi per la realizzazione di 77 nuove pale eoliche, di cui 34 direttamente nel territorio comunale.

Secondo i cittadini, la concentrazione di impianti rischierebbe di incidere in modo significativo sul paesaggio e su aree di particolare valore ambientale e culturale, come i siti della rete Natura 2000 “Bosco Cerreto” e “Bosco Ficarola”, oltre al sito archeologico di Pianisi e all’abbazia di San Pietro, edificio religioso risalente all’XI secolo.

Il Comitato chiede quindi alla Regione di introdurre limiti più stringenti alla concentrazione degli impianti e di privilegiare, soprattutto per il fotovoltaico, l’installazione su aree già urbanizzate o compromesse, come parcheggi, zone industriali o cave dismesse.

Alla preoccupazione dei cittadini ha risposto l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Di Lucente, che invita a leggere i numeri e il dibattito nel contesto della nuova legge regionale sulle aree idonee alle energie rinnovabili, attualmente in discussione.

La Regione Molise non sta introducendo una scelta discrezionale o improvvisata – spiega Di Lucente – ma sta adempiendo a un preciso obbligo previsto dalla normativa nazionale, che impone alle Regioni di individuare con legge le ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili”.

Secondo l’assessore, il provvedimento nasce proprio per evitare uno sviluppo incontrollato degli impianti. “La legge non autorizza automaticamente nuovi impianti, ma definisce criteri e regole di tutela che servono proprio a evitare fenomeni di sviluppo indiscriminato spesso indicati come ‘eolico selvaggio’”.

Tra le salvaguardie previste, spiega la Regione, ci sono il divieto di installazioni nei siti UNESCO, nelle aree Natura 2000, nei parchi e nelle zone naturali protette, oltre al divieto assoluto nelle aree a elevato rischio idrogeologico.

Il confronto è aperto perchè i progetti sono in fase di valutazione. L’assessore sottolinea che dopo l’approvazione della legge si aprirà una fase di pianificazione che coinvolgerà direttamente i Comuni, con la redazione del Piano energetico ambientale regionale e nuovi strumenti di governo del territorio.

“Comprendo le preoccupazioni dei cittadini e dei comitati – conclude Di Lucente – ma l’obiettivo della Regione è governare la transizione energetica con equilibrio, trasparenza e rispetto delle comunità locali”.