Termoli
|Guerra in Medio Oriente, sicurezza e deterrenza europea: il Festival del Sarà porta a Roma il dibattito sull’“era della supremazia”
L’11 marzo alla Camera di Commercio di Roma l’XI edizione del Festival del Sarà affronta il nuovo ordine mondiale tra conflitti aperti, sicurezza militare, intelligenza artificiale e sovranità energetica europea. Video-intervista a Pier Ferdinando Casini e presentazione dell’indagine YouTrend su “Gli italiani e la sicurezza militare”. Il format nato a Termoli approda nel cuore istituzionale della Capitale.
La guerra in Medio Oriente, il ritorno della deterrenza militare, l’Europa chiamata a ridefinire il proprio ruolo strategico. È dentro questo scenario, segnato da escalation e nuove tensioni globali, che l’11 marzo il Festival del Sarà approda a Roma con una tappa interamente dedicata all’“era della supremazia”.
Nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma in Piazza di Pietra, l’XI edizione del Festival – ideato e diretto da Antonello Barone – mette al centro il tema che sta ridisegnando gli equilibri mondiali: chi detiene oggi la supremazia? E su quali strumenti si fonda il potere nel nuovo ordine globale?
Il programma, presentato in sala Consiliare a Termoli da Barone, dal presidente della Camera di Commercio del Molise Paolo Spina e dal vicesindaco della cittadina adriatica Michele Barile, è costruito attorno a tre assi strategici: sicurezza e difesa, tecnologia e conflitti ibridi, sovranità energetica europea.
Ad aprire i lavori sarà la presentazione dell’indagine di mercato “Gli italiani e la sicurezza militare”, realizzata da YouTrend e illustrata dal fondatore Lorenzo Pregliasco. Un passaggio chiave per comprendere come l’opinione pubblica stia reagendo a un contesto internazionale sempre più instabile e militarizzato.
Il primo panel, “Il nuovo ordine mondiale: verso la deterrenza sovrana europea?”, ruoterà attorno alla video-intervista al senatore Pier Ferdinando Casini, componente della Commissione Affari esteri e difesa, affiancato dagli interventi del presidente del Copasir Lorenzo Guerini e della giornalista Alessandra Sardoni. Il nodo è politico e strategico: l’Europa può ancora permettersi una posizione subordinata o deve dotarsi di una propria autonomia di difesa?
Il secondo confronto entrerà nel terreno dei conflitti ibridi e della cyber-security. Intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, nuove diplomazie e guerra tecnologica sono ormai parte integrante delle tensioni geopolitiche. Interverranno, tra gli altri, Luca Tagliaretti, executive director dell’European Cybersecurity Competence Centre, l’ex rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea Piero Benassi e la deputata Lia Quartapelle.
A chiudere, il panel sulla “Sovranità energetica europea: sostenibilità in transizione”, con Enrico Giovannini, Barbara Carfagna, Fabio Pressi e Giuseppe Argirò. Energia e sicurezza tornano così a intrecciarsi in modo strutturale: senza autonomia energetica non esiste autonomia strategica.
“Siamo nell’era della supremazia. L’ordine globale è in frantumi”, ha dichiarato Antonello Barone presentando la tappa romana. “La supremazia diventa la dottrina che si impone nei rapporti tra Stati e poteri. Torna la regola del più forte? La forza stabilisce ciò che è giusto? Sono le domande che attraversano questa edizione”.
Il riferimento visivo scelto per il concept grafico – l’iconica opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, comunemente nota come “Il Dito” – rafforza simbolicamente la riflessione sul potere e sulle sue derive.
La tappa romana rappresenta il secondo appuntamento dell’edizione 2026, dopo Bergamo, e segna un passaggio significativo per un format nato undici anni fa a Termoli, in provincia di Campobasso, che oggi dialoga con istituzioni nazionali e grandi attori economici. Promosso dalla Camera di Commercio del Molise e realizzato in collaborazione con Unindustria Lazio e la Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino, il Festival del Sarà consolida così il suo percorso fuori dai confini regionali.
Ma a Roma il baricentro non è la celebrazione del format: è il presente. Un presente in cui guerra, tecnologia ed energia non sono più ambiti separati, ma componenti di una stessa architettura di potere. E in cui la domanda non è soltanto chi comanda, ma quali strumenti definiscono oggi la supremazia.
A dare il tono politico e simbolico dell’edizione è Antonello Barone, ideatore e direttore del Festival, che ha annunciato anche una collaborazione di forte impatto visivo e culturale: “Il tema dell’undicesima edizione è ‘L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia’. Il celebre artista Maurizio Cattelan ha concesso l’utilizzo della riproduzione visiva della sua iconica opera L.O.V.E. – Libertà, Odio, Vendetta, Eternità –, comunemente nota come Il Dito, per il concept grafico del Festival. La forza evocativa dell’opera di Cattelan dà ancora maggiore prestigio a un’edizione che vuole sviluppare una riflessione profonda sul tema del potere e delle sue patologie e sul rapporto fra imprese, tecnologia, sostenibilità e democrazia”.
Sul piano accademico e scientifico, il legame con il Politecnico di Torino si consolida attraverso la Biennale Tecnologia. “Continua l’alleanza stretta tra Biennale Tecnologia e il Festival del Sarà”, sottolinea Guido Saracco, direttore della Biennale. “Per noi del Politecnico di Torino è un luogo ideale per riflettere sulla geopolitica della tecnologia e sulle decisioni di policy necessarie a orientare in modo corretto la gestione delle tecnologie emergenti”.
La dimensione dell’innovazione e dell’autonomia strategica europea è al centro anche dell’intervento di Cosmano Lombardo, founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF – We Make Future: “La tecnologia non è più neutrale: intelligenza artificiale, dati e infrastrutture digitali incidono sugli equilibri democratici e sulla distribuzione del potere globale. Serve una responsabilità politica e culturale che difenda un modello di innovazione fondato su libertà, inclusione e autonomia strategica europea. La collaborazione tra WMF e Festival del Sarà nasce per creare uno spazio internazionale in cui tecnologia e geopolitica dialogano apertamente”.
Sulla stessa linea Digital Value, main sponsor dell’evento: “Sosteniamo il confronto sui grandi cambiamenti del nostro tempo. L’innovazione – dall’intelligenza artificiale alla gestione strategica dei dati – incide sui modelli economici e istituzionali e richiede infrastrutture digitali sicure e resilienti. Oggi la supremazia tecnologica non coincide con il dominio, ma con la capacità di costruire ecosistemi aperti e sostenibili che rafforzino la sovranità digitale e generino valore per il Paese”.
Infine Andrea Di Vincenzo, amministratore delegato di Prestiter, sottolinea il valore civile dell’iniziativa: “Il Festival del Sarà è uno spazio vitale per riflettere sulle grandi sfide del nostro tempo – dalla tecnologia alla geopolitica, dall’energia alla sostenibilità – con un dialogo intelligente e inclusivo che l’Italia e l’Europa non possono più rimandare. Siamo orgogliosi di sostenerlo perché crediamo nel confronto come strumento per costruire un futuro più equo e consapevole”.




