Focolaio di leishmaniosi nel canile di Larino: verifiche in corso e adozioni sospese
Asrem ribadisce la sua linea di condotta “improntata al massimo rigore scientifico e alla tutela della salute pubblica”.
Un sospetto focolaio di leishmaniosi nel canile di Larino ha bloccato da settimane le adozioni di alcuni cani destinati anche all’estero e acceso uno scontro tra volontari, associazioni animaliste e autorità sanitarie.
La vicenda è emersa all’inizio di febbraio, quando il servizio veterinario dell’Asrem ha disposto nuovi controlli sanitari sugli animali ospitati nella struttura. Alcuni cani erano già pronti per essere trasferiti, in particolare verso famiglie adottive in Germania, ma l’azienda sanitaria ha sospeso le procedure chiedendo ulteriori verifiche sulla documentazione sanitaria e sulle condizioni degli animali.
Nel frattempo sono intervenuti anche i Carabinieri del Nas per controlli sulla gestione sanitaria e amministrativa del canile. Le associazioni animaliste hanno contestato lo stop alle adozioni, sostenendo che gli animali avessero già completato le profilassi necessarie e che il blocco stesse causando ulteriori costi e disagi.
La situazione si è ulteriormente complicata quando dai primi accertamenti è emerso il sospetto di un focolaio di leishmaniosi nella struttura. Alcuni animali sono risultati “dubbi” ai test preliminari e l’Asrem ha quindi imposto il divieto di uscita dei cani dal canile fino al completamento degli accertamenti sanitari.
Tra i casi simbolo della vicenda c’è quello di Amos, un cane adottato da un cittadino tedesco che si è recato personalmente in Molise per portarlo via. L’adozione però è stata congelata proprio a causa dei controlli sanitari in corso.
Di fronte alle polemiche, l’Azienda sanitaria regionale ha ribadito che le misure adottate seguono rigorosi protocolli sanitari e sono finalizzate esclusivamente alla tutela degli animali e della salute pubblica.
Secondo l’Asrem , in presenza di un focolaio sospetto di leishmaniosi è necessario bloccare temporaneamente la movimentazione dei cani, soprattutto verso territori potenzialmente indenni dal parassita.
Il protocollo adottato — spiegano dall’azienda sanitaria — è stato condiviso anche con il Centro Nazionale di Referenza per la Leishmaniosi di Palermo, che ha confermato la correttezza delle procedure adottate.
L’azienda sottolinea inoltre che i controlli sanitari e amministrativi sono stati effettuati costantemente dai veterinari dell’Asrem, anche con il supporto dei Nas. Tuttavia, l’iter degli accertamenti ha subito un rallentamento lo scorso 3 marzo, quando non è stato possibile effettuare nuovi campionamenti programmati a causa delle motivazioni addotte dal responsabile della struttura. Le verifiche diagnostiche sono state quindi riprogrammate per l’11 marzo.
Da questi esami dipenderà il futuro degli animali ospitati nel canile: se i test confermeranno l’assenza della malattia, i cani potranno essere trasferiti in altre strutture messe a disposizione dai Comuni proprietari; gli eventuali animali positivi alla leishmaniosi saranno invece sottoposti alle terapie farmacologiche previste.
Per quanto riguarda le adozioni, l’Asrem mantiene una linea prudenziale: non sarà sufficiente un singolo test negativo, ma ogni cane dovrà essere accompagnato da una documentazione sanitaria completa e certificata. In assenza dei requisiti clinici e amministrativi richiesti, il trasferimento o l’adozione non potranno essere autorizzati.


