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Energia Pulita, colpo di scena. Il Tar: “La Regione non ha valutato bene”. Revoca sospesa, la bonifica riparte

Accolta la richiesta della società: i giudici sospendono la revoca dell’autorizzazione imposta dalla Regione Molise e riaprono alla rimozione dei rifiuti. Decisiva la mancata valutazione dei risultati della bonifica e dei rischi legati allo stop delle attività, soprattutto ambientali

Oggi 26 marzo i giudici del Tribunale Amministrativo del Molise si sono espressi sul ricorso presentato da Energia Pulita contro la revoca dell’autorizzazione a operare imposta dalla Regione Molise. C’è una svolta, che cambia tutto.  Il TAR del Molise ha infatti accolto la richiesta di sospensiva presentata da Energia Pulita, bloccando gli effetti della revoca dell’autorizzazione disposta dalla Regione lo scorso 21 gennaio. Una decisione che riapre immediatamente alla possibilità di riprendere le attività nell’impianto di via Marco Biagi, nel Nucleo Industriale di Termoli, dove la bonifica si era fermata e tonnellate di rifiuti misti (non pericolosi) erano rimasti in balia di agenti atmosferici e pericoli, andando a costituire un serio rischio soprattutto ambientale.

“La Regione ha agito con superficialità e non ha valutato bene le conseguenze della interruzione della bonifica” si legge tra le righe dell’ordinanza dei giudizi amministrativi, che dopo la discussione in camera di consiglio hanno ritenuto fondate – almeno in questa fase cautelare – le ragioni della società. E soprattutto hanno individuato un punto chiave: interrompere le operazioni non è la soluzione.

Nel provvedimento si legge infatti che la prosecuzione della bonifica “sembra la soluzione meglio rispondente tanto agli interessi privati quanto a quelli pubblici”, mentre uno stop rischierebbe di compromettere entrambi.

È questo il passaggio decisivo. Perché ribalta, di fatto, l’impostazione alla base della revoca regionale. Secondo il TAR, inoltre, l’amministrazione non avrebbe valutato adeguatamente alcuni elementi fondamentali: “i risultati medio tempore conseguiti dall’impresa nella bonifica dell’area”, “la difficoltà nel completamento delle attività” e “la consistenza effettiva dei rifiuti ancora da smaltire” .

In altre parole: il lavoro fatto e quello ancora da fare non sono stati considerati nella giusta misura.

Tar Molise

La decisione della Regione e lo stop

La revoca dell’autorizzazione, disposta con determinazione dirigenziale n. 245 del 21 gennaio 2026, si fondava su una serie di criticità contestate all’impianto: il superamento dei quantitativi autorizzati, le carenze sul fronte della sicurezza – in particolare antincendio – e il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con le diffide precedenti. Secondo la Regione, le condizioni per proseguire l’attività non sussistevano più.

Quel provvedimento ha prodotto un effetto immediato e concreto: senza titolo autorizzativo l’impianto non poteva operare e, di conseguenza, si è fermata anche la rimozione dei rifiuti. I camion che avevano iniziato a svuotare il piazzale si sono bloccati, lasciando tonnellate di materiale stoccate nell’area industriale.

Uno scenario che, nelle settimane successive, aveva fatto emergere il rischio più evidente: quello di una bonifica interrotta e di un sito esposto nel tempo a possibili criticità ambientali.

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Le ragioni del ricorso

È su questo punto che si innesta il ricorso presentato dalla società, rappresentata dall’avvocato Nicola Tana. Energia Pulita ha impugnato la revoca chiedendone non solo l’annullamento, ma anche la sospensione immediata degli effetti.

Nel ricorso si sostiene che la decisione della Regione non avrebbe tenuto conto della fase in atto: la bonifica era già partita, con centinaia di tonnellate di rifiuti rimosse e attività documentate attraverso report trasmessi agli enti.

Secondo la difesa – che si basa inoltre su dati di fatto e documentazione chiara, anche fotografica – le criticità contestate si sarebbero originate nella gestione precedente, tra l’autunno 2024 e la primavera 2025, periodo in cui nel piazzale si sarebbero accumulate circa 3.500 tonnellate di rifiuti, superando i limiti autorizzati. La nuova gestione, con l’ingresso della New Diamonds, subentrata nell’autunno 2025, avrebbe invece avviato un percorso di risanamento, sostenendo costi rilevanti per lo smaltimento.

Da qui la richiesta al TAR: fermare la revoca per consentire il completamento della bonifica. Una tesi che, almeno in questa fase, ha trovato accoglimento. Nicola Tana, il legale che sta curando gli interessi di Energia Pulita, ha espresso soddisfazione.

La decisione del TAR e cosa cambia ora

Tradotto sul piano concreto, la sospensiva significa che l’impianto può tornare a operare – almeno temporaneamente – e che la rimozione dei rifiuti può ripartire. Una prospettiva che trova conferma anche nelle parole dell’avvocato. “Le attività di rimozione dei rifiuti possono ora ripartire”.

Il TAR ha riconosciuto anche il rischio legato al tempo. Nel provvedimento si parla infatti di un possibile “danno grave e irreparabile” in caso di blocco delle operazioni, sottolineando come la continuità della bonifica sia funzionale non solo agli interessi dell’azienda, ma anche a quelli pubblici .

La partita, ovviamente,  non è chiusa. Il tribunale ha fissato l’udienza di merito per il 7 ottobre 2026, quando verrà stabilito in via definitiva se la revoca fosse legittima oppure no.

L’inchiesta giudiziaria sullo sfondo

Sul caso Energia Pulita resta aperto il fronte penale. La società è infatti coinvolta nell’inchiesta “Memory” della Direzione distrettuale antimafia di Campobasso, una delle indagini più rilevanti degli ultimi anni in Molise, che conta 44 imputati. Tra questi figura anche il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, accusato di concorso in corruzione in relazione al periodo compreso tra il 2020 e il 2023, quando ricopriva contemporaneamente gli incarichi di sindaco di Termoli, presidente della Provincia di Campobasso e componente del Consiglio generale del Cosib.

Processo “Memory”, ancora un rinvio per l’udienza preliminare: si torna in aula il 21 maggio

Secondo l’impostazione della Procura, il governatore avrebbe favorito alcune imprese attraverso procedimenti autorizzativi agevolati, in particolare nei rapporti con società attive nel settore dei rifiuti, tra cui Energia Pulita. La sua posizione, già chiarita al termine delle indagini, è distinta dalle contestazioni di stampo mafioso che riguardano altri imputati.

L’udienza preliminare dovrà stabilire se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

Nel frattempo, però, il quadro cambia radicalmente. La bonifica può ripartire. E la vicenda di Energia Pulita – già segnata da indagini, polemiche e numeri che non tornano – entra ufficialmente in una nuova fase. Quella in cui a decidere non sono più solo gli uffici amministrativi, ma i giudici. E in cui, almeno per ora, il principio indicato dal TAR è chiaro: fermare tutto non è la soluzione.