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Chiusi centri di raccolta rifiuti in 5 comuni del Basso Molise: non hanno l’autorizzazione ambientale

Chiusi i punti di conferimento a Larino, Ururi, San Giacomo e Montecilfone, oltre a Petacciato dove non aveva ancora riaperto. Non hanno l’autorizzazione ambientale AUA

I centri comunali di raccolta di diversi paesi dell’Unione dei Comuni del Basso Biferno restano chiusi da oggi, lunedì 30 marzo. Lo stop riguarda cinque comuni – Larino, Montecilfone, San Giacomo degli Schiavoni e Ururi, oltre a Petacciato dove il Centro di raccolta risulta chiuso da oltre quattro mesi – ed è stato disposto per tutti gli impianti sprovvisti della certificazione ambientale AUA, l’Autorizzazione Unica Ambientale.

A decidere la sospensione è stata la società Impregico, che gestisce il servizio rifiuti, dopo le verifiche effettuate dalla Capitaneria di porto e dall’Arpa Molise. I controlli hanno evidenziato la mancanza delle autorizzazioni necessarie, in particolare per lo scarico e il trattamento delle acque.

L’AUA è il permesso che certifica che un impianto rispetta tutte le norme ambientali, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle acque reflue e degli scarichi. Senza questa autorizzazione un centro non può operare, perché non è garantito che le attività si svolgano senza rischi per l’ambiente.

Secondo quanto emerso, il problema non riguarderebbe solo il centro di Petacciato – chiuso a novembre 2025 proprio per questo motivo e mai riaperto – ma più strutture dell’Unione, realizzate senza che nei progetti originari venisse prevista questa autorizzazione. In realtà uno stop dello stesso tipo, ma riguardante tutti i centri di raccolta dell’Unione dei Comuni, si era già verificato proprio a novembre dopo un controllo della Capitaneria di porto e su decisione di Impregico. In quel caso però, Petacciato a parte, i centri furono riaperti nell’arco di pochi giorni.

inaugurazione centro raccolta ururi

Stavolta i tempi di riapertura non si annunciano brevi. Molto dipenderà dalla situazione degli impianti: dove esiste già una predisposizione degli scarichi potrebbe essere sufficiente un intervento di adeguamento e pulizia mentre altrove potrebbero servire lavori più complessi. In ogni caso, una volta presentate le richieste di autorizzazione a Provincia e Arpa, sarà necessario attendere i sopralluoghi e le verifiche tecniche, con tempi che potrebbero arrivare anche a 30 giorni o più.

Nei cinque comuni interessati non sarà più possibile conferire rifiuti ingombranti, apparecchiature elettriche ed elettroniche, sfalci, potature, oli esausti e altre tipologie normalmente gestite nei centri comunali. Un blocco che rischia di incidere sull’intero sistema della raccolta differenziata del territorio.

Il timore è quello di un aumento degli abbandoni incontrollati, soprattutto nelle campagne e nelle periferie, in assenza di punti di conferimento alternativi.