Logo
Inflazione e carburanti, gli aumenti si sentono già: prezzi di benzina e diesel salgono a vista d’occhio

Prezzo di benzina e diesel molto più alti nella nostra regione rispetto alla media italiana. Adoc: “Siamo di fronte a una vera e propria tempesta perfetta per i consumatori”

Il rincaro dei costi dei carburanti e l’aumento dell’inflazione legati alle tensioni internazionali e alla guerra in Medio Oriente iniziano già a farsi sentire, anche come possibile effetto di dinamiche speculative. Lo sanno bene gli automobilisti molisani, che alla pompa si trovano a pagare prezzi sempre più alti giorno per giorno quando vanno a fare rifornimento e presto lo vedranno anche sulle bollette.

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 6 marzo, in Molise la benzina self service si attesta in media a 1,770 euro al litro e il gasolio a 1,913 euro. Valori che risultano sostanzialmente in linea con la media nazionale, calcolata sui dati regionali dello stesso aggiornamento, pari a 1,768 euro per la benzina e 1,915 euro per il diesel.

Anche per gli altri carburanti i livelli sono molto simili al quadro generale italiano. In Molise il GPL servito si attesta a 0,705 euro al litro e il metano a 1,423 euro al chilo, valori che si collocano nel solco delle medie registrate nelle diverse regioni del Paese nello stesso aggiornamento del Ministero.

Il rincaro dei carburanti si inserisce in un quadro economico già segnato dall’aumento dei prezzi. I dati diffusi dall’Istat per il mese di febbraio indicano infatti un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua, mentre il cosiddetto carrello della spesa cresce del 2,2%, trainato soprattutto dagli alimentari non lavorati (+3,6%) e dai trasporti (+3%).

A rendere il quadro ancora più critico contribuisce l’escalation delle tensioni in Medio Oriente – dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran e la risposta di Teheran sui Paesi del Golfo – e nello Stretto di Hormuz, che stanno già producendo effetti sui mercati energetici. Il gasolio, secondo le ultime rilevazioni, sfiora i 1.000 dollari alla tonnellata, con punte alla pompa che in autostrada superano i 2 euro al litro.

Secondo Adoc questa dinamica rischia di alimentare una spirale inflattiva. La presidente nazionale Anna Rea e il presidente regionale Nicola Criscuoli parlano di una situazione molto delicata: “Siamo di fronte a una vera e propria tempesta perfetta per i consumatori: inflazione in crescita, caro-carburanti e tensioni geopolitiche che rischiano di scaricarsi interamente sulle famiglie. Assistiamo a rincari anche di 10 centesimi al litro in poche ore, basati più sulle paure dei mercati che su reali dinamiche economiche. È un salasso ingiustificato che rischia di mettere in ginocchio automobilisti, lavoratori e imprese”.

L’effetto a catena potrebbe riguardare l’intero sistema economico. In Italia infatti oltre l’80% dei beni essenziali viaggia su gomma e l’aumento dei costi di trasporto rischia di tradursi rapidamente in ulteriori rincari su prodotti alimentari, beni di prima necessità e servizi.

Per l’associazione dei consumatori le misure previste dal Dl Bollette non sono più sufficienti rispetto al nuovo scenario internazionale. “Non possiamo continuare a inseguire l’emergenza con interventi temporanei. Servono misure strutturali: riduzione stabile dell’Iva sull’energia ai minimi europei, trasferimento degli oneri di sistema sulla fiscalità generale, ampliamento del bonus energia almeno fino a Isee di 20mila euro e attivazione della sterilizzazione delle accise per compensare l’extra-gettito Iva sui carburanti”.

“È necessario inoltre accelerare verso l’autonomia energetica, le fonti rinnovabili e lo sviluppo delle comunità energetiche, ridefinendo anche il concetto di cliente vulnerabile sulla base della reale povertà energetica”, concludono da Adoc.