Cercemaggiore
|Cane sofferente alla catena, scatta la multa ma l’animale resta legato. “Andremo in Procura”
Il comitato interregionale Addio Randagismo ha segnalato un caso di maltrattamento su animali a Cercemaggiore denunciando che dopo l’intervento dei carabinieri forestali e dei veterinari il cane è rimasto nelle stesse condizioni. “Solo una multa, nessun intervento, andremo in Procura”
Un cane detenuto a catena, in condizioni di magrezza e sofferenza, e un intervento delle autorità ritenuto insufficiente. È quanto denuncia il comitato interregionale Addio Randagismo, che segnala un episodio avvenuto a Cercemaggiore, in provincia di Campobasso.
Secondo quanto riferito dagli animalisti, la situazione è stata segnalata alle autorità competenti, con l’intervento sul posto dei carabinieri forestali e del servizio veterinario del dipartimento di prevenzione Asrem. Tuttavia, sempre secondo la ricostruzione del Comitato, l’azione si sarebbe conclusa con l’irrogazione di una sanzione amministrativa di 160 euro per mancanza di microchip e detenzione a catena.
Il punto più critico, evidenziato dagli stessi animalisti, riguarda però le condizioni dell’animale: il cane, sostengono, sarebbe rimasto legato nello stesso contesto di sofferenza anche dopo l’intervento.
Il Comitato sottolinea inoltre come il Molise sia tra le poche regioni italiane a non aver ancora recepito pienamente le più recenti direttive ministeriali sul divieto di detenzione dei cani alla catena e sull’inasprimento delle sanzioni.
“Parliamo di una situazione che richiedeva un intervento immediato di messa in sicurezza – dichiara il presidente Giancarlo Calvanese –. Lasciare l’animale sul posto significa, a nostro avviso, consentire il protrarsi della sofferenza”.
Sulla base di queste valutazioni, il Comitato ha chiesto alla Prefettura di Campobasso l’attivazione di verifiche ispettive sull’operato delle forze intervenute e l’adozione di direttive più stringenti per garantire interventi tempestivi in casi analoghi.
Analoga richiesta è stata rivolta al Ministero dell’Interno, affinché vengano rafforzate le linee operative, prevedendo anche misure immediate come il sequestro dell’animale in presenza di situazioni di evidente sofferenza.
Gli animalisti parlano di una situazione “di estrema urgenza” e annunciano che, in assenza di sviluppi entro 24 ore, presenteranno un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo accertamenti e il sequestro cautelativo del cane.
“Non ci fermeremo finché questo cane non sarà al sicuro”, conclude il Comitato.


