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Giuseppe Biazzo al Festival del Sarà: industria, lavoro e impresa come leve della supremazia economica

Roma, Camera di Commercio di Roma – Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, 11 marzo 2026

Nel cuore della capitale, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, la tappa romana dell’XI edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro offrirà all’11 marzo 2026 un confronto di alto profilo sulle trasformazioni che segnano l’economia italiana ed europea. Il festival, ideato e diretto da Antonello Barone, riunisce istituzioni, imprenditori, accademici e commentatori per riflettere su “L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia”, esplorando come competizione globale, innovazione e dinamiche produttive ridefiniscano ruoli e prospettive. All’interno di questo ampio orizzonte si inserisce l’intervento di Giuseppe BiazzoPresidente di Unindustria e tra i principali protagonisti del mondo imprenditoriale del Lazio e dell’Italia, Unindustria che ha collaborato all’organizzazione della tappa romana del Festival

Giuseppe Biazzo è una delle voci più rilevanti nel dialogo tra impresa e istituzioni. Fondatore e Amministratore Delegato di Orienta SpA Società Benefit, una delle principali Agenzie per il lavoro italiane con presenza in più paesi europei, Biazzo ha costruito una carriera che coniuga esperienza manageriale, conoscenza delle dinamiche del mercato del lavoro e capacità di rappresentanza istituzionale. Nel settembre 2024 è stato eletto Presidente di Unindustria – l’Unione degli Industriali e delle imprese del Lazio – con il 99% dei voti favorevoli dall’assemblea associativa, assumendo la guida di una delle principali organizzazioni datoriali della regione e rafforzando il suo ruolo nel dialogo tra impresa e politica pubblica.

La presenza di Biazzo al Festival del Sarà non è casuale: il tema della supremazia, declinato qui nella sua dimensione economica e industriale, tocca da vicino il dibattito sulla competitività del sistema produttivo italiano ed europeo. La supremazia non è infatti soltanto un concetto militare o tecnologico, ma anche una questione di capacità di innovare, attrarre investimenti, formare capitale umano e creare condizioni favorevoli allo sviluppo delle imprese. In un periodo caratterizzato da transizioni profonde – digitale, energetica, organizzativa – il ruolo delle associazioni imprenditoriali come Unindustria è centrale nel tradurre esigenze delle aziende in proposte concrete per le istituzioni e nel promuovere un quadro normativo che renda più fluida la transizione verso modelli di crescita sostenibile e competitivo.

Biazzo potrà quindi offrire una lettura attenta delle sfide che le imprese affrontano oggi in Italia e in Europa, mettendo in relazione la dimensione territoriale con quella globale. Un focus particolare potrà riguardare il tema del capitale umano, un elemento che Biazzo ha seguito da vicino anche nella sua esperienza come vice‑presidente di Unindustria con delega specifica sullo sviluppo delle competenze e sulla cultura d’impresa. La supremazia, in questo senso, si gioca anche nella capacità di formare e trattenere talenti, di ridurre i gap di competenze e di promuovere una cultura d’impresa che sia al tempo stesso innovativa e responsabile.

Altro punto di riflessione sarà la relazione tra imprese e politica industriale: come possono le imprese contribuire alla definizione di strategie energetiche, digitali e industriali che sostengano la competitività dell’Unione Europea? E, al tempo stesso, quali sono le leve su cui gli Stati e le istituzioni devono agire per rendere il sistema Paese più attrattivo e resiliente in uno scenario internazionale complesso? Biazzo è spesso intervenuto pubblicamente sottolineando l’importanza di incentivi rapidi e certi per gli investimenti, semplificazioni normative e un piano industriale ambizioso per sostenere la crescita delle imprese italiane nell’arena europea, evidenziando come la coerenza tra politiche pubbliche e esigenze produttive sia un fattore decisivo per competere con partner come Francia e Germania.

La sua visione porta anche una riflessione sulla centralità delle imprese nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini, un tema che negli ultimi anni ha assunto rilevanza crescente. Per Biazzo, infatti, l’equilibrio tra crescita economica, coesione sociale e sostenibilità è parte integrante della competitività a lungo termine: investire su innovazione, capitale umano e infrastrutture digitali non è solo un obiettivo economico, ma una strategia per rafforzare la coesione sociale e la resilienza delle comunità.

La partecipazione di Giuseppe Biazzo al Festival del Sarà arricchisce il dibattito con una prospettiva che parte dall’economia reale e si innesta su questioni politiche di ampio respiro. In un’epoca in cui la supremazia tecnologica e la transizione energetica dominano le agende internazionali, comprendere come il mondo delle imprese possa contribuire alla costruzione di un modello di crescita europeo sostenibile è fondamentale. Il suo contributo, dunque, non si limita all’esperienza manageriale o associativa, ma si intreccia con la sfida più ampia di definire un futuro in cui competizione e responsabilità collettiva siano due facce della stessa medaglia.