Logo
Assalto al bancomat di San Martino, banditi in fuga senza bottino. Forse ferito uno dei quattro

Colpo fallito e niente bottino per i banditi che nelle prime ore di oggi 20 marzo hanno assaltato il bancomat della Bcc a San Martino in Pensilis. Inoltre uno dei ladri sarebbe rimasto ferito, probabilmente a seguito di una delle esplosioni. Gli aggiornamenti delle ultime ore confermano che i malviventi non sono riusciti ad accedere alla cassetta di sicurezza contenente il denaro, nonostante le tre esplosioni che hanno devastato la struttura.

Un dettaglio che cambia il quadro dell’episodio rispetto alle prime ricostruzioni: il bancomat è stato sì distrutto, ma il sistema di sicurezza ha retto, impedendo ai ladri di portare via le banconote.

Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati quattro i componenti del gruppo, come indicato da alcuni testimoni. Durante l’azione qualcosa sarebbe andato storto: uno dei banditi potrebbe essersi ferito, forse proprio a causa della violenza delle esplosioni o della distanza troppo ravvicinata al momento dell’innesco.

Un’ipotesi che trova riscontro negli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Larino, che hanno individuato tracce di sangue lungo il percorso di fuga. La scientifica ha effettuato rilievi accurati per analizzare ogni elemento utile alle indagini.

Come detto sono state tre le esplosioni, già segnalate dai residenti e ora confermate. Gli artificieri intervenuti sul posto stanno studiando la tipologia di esplosivo utilizzato e la dinamica delle detonazioni. Tra le ipotesi, quella che i malviventi abbiano dovuto ripetere l’innesco dopo un primo tentativo non riuscito, avvicinandosi forse troppo alla carica.

assalto bancomat san martino in pensilis marzo 2026

L’azione, durata pochi minuti, si è quindi conclusa con una fuga senza bottino a bordo di un’auto scura, mentre proseguono le indagini per identificare i responsabili anche attraverso le immagini della videosorveglianza già acquisite nelle ore successive all’assalto.

Resta però il danno, concreto e simbolico, per una comunità che si ritrova ancora una volta con un servizio compromesso. L’ennesimo assalto lascia dietro di sé non solo macerie e costi di ripristino, ma anche il rischio di un ulteriore indebolimento della presenza bancaria in un territorio già fragile. In paesi come San Martino in Pensilis, ogni sportello rappresenta un presidio essenziale: la sua distruzione ripetuta nel tempo alimenta un senso di precarietà e di isolamento che va ben oltre il singolo episodio criminale.