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Col megafono sotto il carcere per i diritti dei detenuti e dei palestinesi: due ragazze denunciate

Due ragazze avrebbero incitato i manifestanti a seguirle davanti alla casa circondariale al termine del presidio autorizzato (ma terminato) che si era svolto in mattinata dinanzi al Tribunale di Campobasso dove era in corso l’udienza del processo per terrorismo a carico del profugo palestinese Ahmad Salem.

Sono accusate di aver organizzato una manifestazione non autorizzata davanti al carcere di Campobasso. E di aver violato le disposizioni dell’autorità di pubblica sicurezza che aveva dato il suo assenso soltanto per un presidio statico dinanzi al Tribunale, in occasione dell’udienza del processo penale a carico del cittadino libano-palestinese Ahmad Salem.

Sono due le ragazze denunciate dalla Polizia di Campobasso per i fatti del 20 gennaio scorso: si tratta di manifestanti che, al termine del presidio promosso in viale Elena dal Movimento 4 settembre (proPal in cui si ritrovano cittadini e associazioni), avrebbero utilizzato un megafono per invitare i presenti (una quindicina di persone) a spostarsi nella vicina via Herculanea, lungo uno dei muri della casa circondariale, in segno di protesta contro le difficili condizioni carcerarie dei detenuti e come forma di solidarietà verso chi si trova dietro le sbarre.

Sono indagate per il reato previsto dagli articoli 110 del Codice Penale e 18 del Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 733 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

mobilitazione ahmad

Erano trascorse da poco le 14 e in mattinata si era svolta l’udienza a carico di Ahmad Salem, un 24enne profugo che dopo aver chiesto asilo politico a Campobasso è stato rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Calabria con l’accusa di terrorismo. Un vasto movimento di opinione è nato attorno alla figura di questo palestinese sotto processo per una presunta propaganda jihadista scoperta nel momento in cui Ahmad ha fatto richiesta di protezione internazionale a Campobasso. Chi lo sostiene ne chiede la scarcerazione: da quasi un anno Salem è privato della libertà in una struttura carceraria ribattezzata la Guantanamo d’Italia.

Per lui si tornerà in aula tra qualche giorno (il 10 marzo) e in quella occasione di sarà un nuovo presidio (mezz’ora prima dell’udienza fissata alle ore 12) come annunciato alcuni giorni fa in un articolo apparso sul sito di Osservatorio Repressione . Stavolta la solidarietà sarà anche per le due manifestanti, “le uniche del gruppo denunciate dalla Questura perché – questa sarebbe la motivazione addotta – erano state precedentemente identificate in altra manifestazione non autorizzata a Termoli, mentre tutti gli altri non sarebbero stati identificati dalle forze di polizia” riferisce l’avvocata Caterina Ciaccia.

presidio ahmad

Il giorno del presidio autorizzato a Campobasso faceva molto freddo e pioveva tanto che lo stesso non era stato molto partecipato. La contestazione non autorizzata che ha rotto l’isolamento dei detenuti è durata pochi minuti, essendo poi ora di pranzo non c’era che pochissima gente in strada. Ma la manifestazione non era stata comunicata, né autorizzata o trattata con l’autorità di pubblica sicurezza.

Indagarle è un atto dovuto secondo la Procura, mentre per i manifestanti è una intimidazione volta a reprimere il dissenso.