Logo
Tagli ospedalieri del Pos: “Avviso di sfratto per i molisani”. Il campo largo vuole portare la battaglia a Roma

I tagli previsti nel Programma operativo preoccupano tutti i partiti dell’area progressista e i sindaci. Si parla di colpo mortale prevedendo l’intervento del Parlamento sul lungo commissariamento della sanità molisana. I numeri non premiano questa piccola regione fatta di aree interne e tanti anziani: così oggi ad andare via dal Molise non sono solo più i giovani ma anche i loro genitori.

E’ una bocciatura unanime del nuovo Programma operativo sanitario 2026/2028 quella dell’area progressista che si è riunita questa mattina nella biblioteca del Consiglio regionale.

I toni sono più duri del solito e le critiche sono indirizzate a tutti perché la riorganizzazione della sanità, così come è proposta e approvata dalla struttura commissariale, è inaccettabile: “Una intimazione di sfratto per i molisani e soprattutto per quelli che vivono nelle aree interne”, così la capogruppo del Partito Democratico Alessandra Salvatore che in apertura dei lavori parla di una “Giunta e di un Presidente inerti, un atteggimeneto che si traduce in un nulla osta a tutto quello che è stato scritto sopra il Pos”.

Accanto a lei c’è Roberto Gravina, ancora più deluso perché ricorda quelle rassicurazioni avute quando era il sindaco di Campobasso dal ministro Schillaci in persona: “Al Ministero ci dissero che avrebbero rivisto il DM 70 (Decreto Balduzzi) e anche la dotazione finanziaria”. Per il consigliere del M5S “la partita deve spostarsi a Roma, in Parlamento, altrimenti non ne usciamo”.

Si collega da Milano Ovidio Bontempo, il segretario regionale del Pd sta prendendo parte a un convegno sulla sanità (interverrà anche Piero Castrataro) e condivide la necessità di “spostare la battaglia sul piano nazionale”.

Contesta il fallimento della filiera istituzionale il coordinatore del M5S Antonio Federico che giudica positiva la presenza dei partiti dell’opposizione al tavolo: “Il segnale più forte che potessimo dare di fronte a un centrodestra che, ormai è chiaro, non è più così unito”.

Lo sfaldamento della filiera “rasenta ormai il ridicolo” aggiunge il consigliere Vittorino Facciolla collegato da remoto: “Il Molise è l’unica regione in cui il presidente della giunta non è anche commissario e dove il Decreto Molise che ci avevano promesso in campagna elettorale è rimasto lettera morta”.

La coalizione è larga: oltre a Bontempo e Federico ci sono i referenti regionali Vincenza Mucci (Italia Viva), Vincenzo Notarangelo (Sinistra italiana), Piero Neri (Verdi), Marcello Miniscalco (Socialisti). Ci sono tanti amministratori come Leo Terzano e Annamaria Trivisonno, c’è il presidente del Consiglio comunale di Campobasso Giovanni Varra, gli assessori Bibiana Chierchia, Giose Trivisonno, Angelo Marcheggiani. 

Centrosinistra su pos

E ci sono i sindaci che il loro verdetto di bocciatura l’hanno emanato alla vigilia della presentazione del Pos e oggi lo confermano con un allarme in più rispetto a decisioni che “saranno mortali”. Il riferimento è al previsto declassamento del Caracciolo di Agnone che sarà ospedale di comunità e non più di area disagiata “pertanto incapace di affrontare le emergenze in un territorio distante dagli ospedali principali dove non c’è la medicina teritoriale”.

Dovrebbe andar meglio al capoluogo di regione che avrà il suo Cardarelli dentro la ex Cattolica. “Ma non è così – spiega Marialuisa Forte, prima cittadina del capoluogo – perché i reparti come il Pronto soccorso si troveranno a dover fronteggiare ancora più utenti e situazioni critiche, le case di comunità non sono pronte e dove credete che andrà un paziente di Lucito domani? A Castelmauro? No, verrà a Campobasso, pressando ulteriormente il personale in servizio. Noi siamo sindaci e siamo in prima linea in questa battaglia perché i cittadini è a noi che si rivolgono”.

L’alternativa è andare via, cosa che sta già accadendo. Ma ora non sono solo i giovani a scappare, ma anche gli anziani che vanno a vivere vicino ai figli nelle città più grandi. Perché quando vivi a Capracotta o Agnone e l’inverno è alle porte sai che in caso di bisogno raggiungere in tempo utile un presidio sanitario non sarà scontato, specie in inverno.

Con questo Pos secondo i sindaci e l’area progressista lo sarà ancora meno.